Un’impresa del settore edile su 8 a rischio di insoluti commerciali

Rispetto alla media italiana, le imprese del settore edilizia mostrano un livello di rischiosità maggiore. Ad affermarlo è uno studio sulla rischiosità commerciale realizzato da Cribis D&B, società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information. Lo studio ha preso in esame il grado di affidabilità delle imprese edili e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori, con la conseguente probabilità di generare insoluti commerciali nei 12 mesi successivi.

 

Secondo l’analisi il 13,6% delle imprese nazionali operanti nel settore dell’edilizia si caratterizzava per un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi (rilevazione dicembre 2011).
Per il 74,36% del totale delle imprese, si è osservato un livello di rischiosità media, per il 10,81% medio – bassa, mentre appena l’1,22% si è collocato nella classe di rischiosità bassa.

 

I risultati
La quota di imprese ad alta rischiosità risulta particolarmente elevata nelle sottocategorie “Costruzioni di edifici” ed “Edilizia specializzata”, che registrano rispettivamente una proporzione di aziende ad alto rischio pari al 20,3% ed al 22,77%. Il dato degli “Installatori”, pari al 9,74%, si colloca invece al di sotto della media italiana.

 

Trend
Dall’analisi del trend degli ultimi 4 anni emerge che il comparto edilizio ha subito un mutamento negativo più rapido e consistente rispetto a quello che si è verificato a livello nazionale.
La percentuale di imprese edili incluse nella fascia a basso rischio è calata dal 8,11% di Dicembre 2008 all’1,22% di Dicembre 2011, mentre la proporzione di quelle inserite nella fascia a rischiosità elevata è cresciuta dal 8,98% di Dicembre 2008 al 13,6% di dicembre 2011.

 

È la sottocategoria dell’ “Edilizia specializzata” ad aver subito il maggior incremento di aziende ad alto rischio, passando in quattro anni dal 13% al 22,76%, mentre gli “Installatori” hanno visto crollare la proporzione di imprese a basso rischio dal 9,63% all’1,21%.

 

Dettaglio Area Geografica
Nell’analisi per Area Geografica, la macro area meno virtuosa per il macrosettore dell’Edilizia è il Sud e Isole con il 20,34% di imprese con un alto livello di rischiosità, seguita dal Centro con il 14,84%, il Nord Ovest con il 10,33%, il Nord Est con il 8,72%

 

Rischio fallimento
Negli ultimi quattro anni il rischio di fallimento è salito in modo consistente in tutto il comparto edilizio, anche se risulta inferiore alla media italiana. A dicembre 2011 infatti il Failure Score medio in Italia raggiunge un punteggio di 43, mentre nell’Edilizia si ferma a quota 25,7.
Il risultato più negativo si registra nel microsettore degli Installatori, con un Failure Score medio di 24,8.

 

“I dati che abbiamo rilevato relativamente all’intero 2011 confermano l’impressione generale di un contesto economico tendenzialmente più rischioso e, soprattutto, più ‘fluido’, cioè maggiormente caratterizzato da cambiamenti repentini, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato – illustra Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B“. Diventa, quindi, oltremodo fondamentale conoscere meglio le imprese con le quali si fanno affari e adottare un’efficace politica di risk management che, attraverso strumenti adeguati, consenta di individuare i segnali che vengono dal mercato e dalla propria clientela. Per questo emerge con forza l’enorme importanza per ogni impresa di integrare i propri dati interni con informazioni esterne che consentano di cogliere tempestivamente i cambiamenti e le criticità, prima che si traducano in bilanci non positivi o, peggio ancora, in procedure in corso”.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico