Sicurezza partecipata. Le soluzioni vincenti del Concorso d’Idee del Cantiere di Porta Garibaldi

Riprendiamo l’articolo pubblicato ieri Sicurezza partecipata. Le esperienze vincenti nel cantiere di Porta Nuova Garibaldi per illustrare la sperimentazione di un modello di comunicazione della sicurezza che si pone l’obiettivo di coinvolgere i lavoratori nella ricerca di soluzioni  innovative, finalizzate a migliorare lo stato concreto della sicurezza sul luogo di lavoro. Lo strumento per realizzare questo scopo è stato un concorso di idee denominato “La sicurezza ti premia”.

L’idea alla base del concorso è che esso possa costituire un’occasione in cui tutti gli attori coinvolti (lavoratori, tecnici della sicurezza, responsabili delle imprese) imparino a ragionare in un altro modo sul tema della sicurezza. Si è chiesto loro di adottare un’ottica esplorativa, creativa e collaborativa di “riduzione del rischio”, a partire da un rafforzamento della consapevolezza di chi conosce e vive quotidianamente il cantiere. Obiettivo, l’innesco di un processo di cambiamento culturale che aumenti la consapevolezza dei lavoratori nei confronti del rischio e delle norme di sicurezza.

Il concorso ha riguardato tre categorie
1. Miglioramento dei dispositivi di protezione individuale o delle attrezzature
2. Miglioramento di procedure di sicurezza
3. Miglioramento della comunicazione in cantiere

“Agli occhi di un esperto di sicurezza potrebbe sembrare, ad un primo sguardo, che molte delle idee raccolte siano ingenue o trovino soluzioni a questioni già risolte dalla normativa o ancora propongano soluzioni tecniche già presenti sul mercato dei DPI e delle attrezzature – ha detto Giuseppe Amaro di Gae Engineering -. La valutazione (e quindi l’attribuzione del punteggio) delle idee è stata invece orientata a premiare le proposte non tanto da un punto di vista tecnico ma dal punto di vista evocativo (“del processo”), ossia della loro capacità di suscitare una riflessione sulla sicurezza. Più in generale si tratta di coinvolgere i lavoratori nella definizione di procedure sicure che possano costituire buone pratiche da diffondere, adottando anziché un sistema di controllo punitivo e sanzionatorio, un sistema di carattere premiale, come quello che è stato sperimentato nel concorso delle idee”.

Tra le soluzioni vincenti
Categoria 1: miglioramenti dei dispositivi  di protezione individuale  o delle attrezzature. Primo premio
Se non cade è meglio: miglioramento di un supporto per attrezzi
di Alessio Fantauzzo e Alberto Vinci, pontisti, impresa MTN ponteggi
Durante la circolazione in luoghi di lavoro stretti, intricati e di difficile percorrenza sia in quota sia a terra, gli utensili che generalmente vengono agganciati ai cinturoni (chiavi inglesi, tenaglie, martelli, ecc.) possono facilmente incastrarsi a parte delle strutture e cadere o far perdere l’equilibrio all’operatore che li indossa.
La tenaglia è un attrezzo che quasi tutti gli operai in cantiere utilizzano e la portano fissata alla cintura, con i manici infilati in un supporto di ferro, privo di sistema di bloccaggio.
La soluzione proposta è la modifica del porta tenaglia comunemente usato tramite raddoppio del supporto a spirale e aggiunta di una fascetta di sicurezza che faccia da blocco anticaduta.

Categoria 2: miglioramenti di procedure di sicurezza. Primo premio
In cordata sul solaio: dispositivo integrato per lineavita
di Luigi Montini, preposto, impresa Fercarbo
Le attività in quota rappresentano una delle lavorazioni a più alto rischio. In particolari casi, come durante la formazione dei solai, l’ancoraggio dell’operatore a punti fissi e sicuri è di difficile individuazione e non sempre risulta efficace; in particolare quando sui pilastri ci sono i ferri di ripresa, la rotazione a 360° di questo elemento viene bloccata dai ferri stessi, impedendo l’accesso all’intera area di lavoro. La soluzione proposta (progettata e realizzata) è un elemento diverso che prevede la predisposizione di una linea vita tesa tra due supporti fissati a due pilastri, così da permettere di: installare velocemente delle linee vita temporanee; coprire tutta l’area di lavoro, superando il problema della rotazione; dare maggior libertà di movimento dei lavoratori sul solaio; avere più punti di vincolo sullo stesso supporto. La soluzione aumenta l’operatività sui solai in presenza di ferri di ripresa e in assenza di protezioni collettive.

Categoria 3: miglioramento della comunicazione in cantiere. Primo premio
Un’immagine vale più di mille parole
di Antonio Lazzoni, preposto, impresa Cefla
Il numero crescente di lavoratori stranieri nelle imprese pone un problema di comunicazione rispetto alla lingua, lasciando dei dubbi sull’effettiva comprensione delle informazioni fornite nei momenti di formazione previsti per legge: spesso gli operai non comprendono a pieno le descrizioni delle procedure e al momento di metterle in pratica si confondono.
Si propone di realizzare brevi video, da utilizzare durante la formazione, che illustrino sia le procedure da rispettare durante le lavorazioni, sia il modo corretto di indossare i DPI e utilizzare le attrezzature.

Premio speciale per l’originalità
Ci sono rumori e rumori: cuffie con sistema audio integrato
di George Paunescu, impresa MAX
Quando si indossano gli otoprotettori, non si è in grado di sentire alcun rumore, come per esempio un segnale di allarme o un rumore sospetto che lasci supporre un pericolo. Essere isolato e incapace di capire cosa succede intorno genera non solo una percezione, ma anche una reale condizione di scarsa sicurezza. La soluzione proposta prevede degli otoprotettori dotati di un sistema audio wireless che permetta di sentire i suoni esterni, ad esempio con microfoni posizionati più lontano della sorgente di rumore oppure affidati ad un compagno, che sarebbe così in grado di comunicare in qualunque momento con chi si trova acusticamente isolato.

Dal cantiere al progetto
Il processo sperimentale fin qui svolto e in fase di conclusione, si è concentrato sulla fase esecutiva del cantiere, uno dei momenti fondamentali della messa in atto della sicurezza, ma non l’unico.. Per intervenire in modo efficace è fondamentale poter estendere la sperimentazione anche alla fase precedente alla messa in opera dei lavori, ossia al momento in cui viene costruito il progetto architettonico e insieme a questo viene redatto il progetto della sicurezza.

È infatti quello il momento in cui vengono operate alcune scelte fondamentali sul modo in cui l’opera può essere concepita e realizzata.

L’obiettivo sarà quello di sviluppare un modello logico da applicare e perfezionare in un’opera di più grande respiro ed impegno, prevedendo una seria ed attenta attività di monitoraggio e valutazione, tale da poter mostrare chiaramente i diversi impatti che un approccio partecipativo può avere nella riduzione dei rischi, degli infortuni, nell’accrescimento della consapevolezza ed eventualmente anche nella riduzione dei costi.

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