Secondo contatore per pompe di calore: risparmio fino al 40%

La delibera (n.56/2010) dell’Autorità per l’Energia dell’aprile 2010 ha trasformato il secondo contatore in una realtà che consente un risparmio di circa il 40% sull’energia elettrica. Con l’utilizzo del secondo contatore per la contabilizzazione esclusiva dei consumi delle pompe di calore, è possibile usufruire di una speciale tariffa dedicata.

 

In questo modo si intende incentivare l’uso della pompa di calore con funzione di riscaldamento degli ambienti, riconosciuta come tecnologia che “consente il conseguimento di obiettivi di risparmio d’energia primaria, di incremento nell’utilizzo di energia rinnovabile e di contenimento delle emissioni climalteranti, caratterizzandosi quindi come tecnologia atta a fornire un contributo al raggiungimento del cosiddetto obiettivo 20-20-20 definito a livello di Unione Europea” (citazione tratta dalla “Deliberazione 19 aprile 2010 – ARG/elt 56/10”).

 

Utilizzando solo il singolo contatore, i consumi dei cosiddetti usi obbligati (luce, elettrodomestici, ecc.) non sono differenziati da quelli della sola pompa di calore. A quest’ultima viene applicata la stessa tariffa utilizzata per gli usi obbligati, ovvero la tariffa D2 o la tariffa D3, in base alla potenza impegnata. La tariffa D2 è applicata ai contratti stipulati nelle abitazioni di residenza con impegno di potenza fino a 3 kW; la tariffa D3 ai contratti stipulati nelle abitazioni di residenza con impegno di potenza superiore a 3 kW e a quelli stipulati per le seconde case.

 

Sia per la tariffa D2, sia per la D3 il prezzo dell’energia (€/kWh) è legato a quattro fasce di consumo calcolato in kWh per anno e direttamente proporzionale ai consumi:
1) fino a 1.800 kWh corrisponde indicativamente a 0,11 €/kWh
2) da 1.801 a 2.640 kWh corrisponde indicativamente a 0,18 €/kWh
3) da 2.641 a 4.440 kWh corrisponde indicativamente a 0,24 €/kWh
4) oltre 4.440 corrisponde indicativamente a 0,28 €/kWh

 

In base a questi conteggi, i consumi della pompa di calore possono facilmente collocare l’utenza in una delle fasce di prezzo più elevate. Con l’installazione di un secondo contatore, invece, la tariffa applicata alla pompa di calore è diversa da quella utilizzata per gli usi obbligati. Mentre i consumi degli usi obbligati sono misurati con tariffa obbligatoria D2 o D3, ai consumi della pompa di calore, contabilizzati mediante il secondo contatore, è applicata la tariffa usi diversi, indicata come BTA.

 

Con la tariffa BTA il costo dell’energia cambia solo in funzione della potenza installata. Risulta quindi inferiore alle tariffe domestiche ed è totalmente indipendente dai consumi totali annui, diversamente dalle tariffe D2 e D3. Questo aspetto, soprattutto nel caso di consumi elevati, contribuisce a rendere la scelta del secondo contatore particolarmente conveniente.

 

Le tariffe usi diversi, utilizzabili per la pompa di calore e calcolate in base alle fasce di potenza impegnata, sono le seguenti:
– BTA2: da 1,5 kW a 3 kW;
– BTA3: da 3 kW a 6 kW;
– BTA4: da 6 kW a 10 kW;
– BTA5: oltre 10 kW.
In termini pratici, il secondo contatore conviene quando i consumi complessivi annui (obbligati e pompa di calore) superano i 4.000 kWh/anno con almeno il 35% proveniente da pompa di calore.

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