Ristrutturazione in zona vincolata e scelta dei serramenti, il caso di Lentate sul Seveso

Adagiata lungo il Seveso fra la Brianza e il Parco delle Groane, Lentate sul Seveso, a soli trenta chilometri a nord di Milano, conserva interessanti tracce del suo passato. Non solo gli oratori di Santa Maria e di Santo Stefano eretti nel Quattrocento ma anche storiche case patrizie o da villeggiatura con annessi parchi, giardini, boschi e tenute agricole.

 

La cascina ristrutturata dall’architetto Grazia Celeste Greco e trasformata in una residenza unifamiliare di quasi 200 mq è così collocata all’interno del parco della Villa Valdettaro. Una villa di stile eclettico voluta a metà Ottocento da Bartolomeo Marelli, impresario del Teatro della Scala.

 

“Il mio intervento -spiega l’arch. Greco- è consistito nel ristrutturare l’esistente che fungeva da stalla e fienile senza sconvolgerne l’originalità e nel costruire una nuova ala”. Un ampliamento che si stacca dalla parte “storica”, ma riprende il materiale originale, cioè il mattone abbinato ad intonaco bianco. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici che tutela la storica villa Valdettaro, il suo parco di sette ettari e gli annessi edifici includendo questa cascina.


La scelta del progettista
Rispettare l’esistente e integrare al massimo l’edificio con il parco che lo circonda, sono le due esigenze che hanno fatto da filo conduttore al progetto dell’arch. Greco. Per valorizzare la vista sul parco in ogni stanza anche nel bagno, sono state aperte numerose finestre nella parte dell’ampliamento mentre grandi vetrate ad arco sono state installate nella parte risalente alla fine del Settecento.

 

Una bella facciata richiamata dal muro in mattone laterale che segna il passaggio alla nuova costruzione e funge contemporaneamente da paravento per permettere di usufruire del portico in tutta intimità. La casa si dilata e la frontiera tra interno e esterno si dissolve.


I serramenti
Per tutti i serramenti, sono stati adoperati i profili in corten del sistema Secco EBE 65. Spiega l’architetto: “Utilizzare il legno era impensabile vista la dimensione importante delle vetrate. Abbiamo optato per i profili Secco perché sono performanti e il materiale corten, con il suo aspetto arrugginito, si abbina bene come tonalità e stile con l’edificio originale. Inoltre è un materiale che soddisfa i requisiti posti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. Per realizzare infissi perfetti, il serramentista ha realizzato la dima di ognuno dei quattro archi che compongono la facciata originaria, ciascuno essendo diverso dall’altro”.

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