Riqualificazione energetica – Caldaie a biomassa Viessmann Köb scaldano l’Abbazia di Praglia (PD)

L’Abbazia di Santa Maria di Praglia è un monastero benedettino situato nel comune di Teolo, in prossimità di Abano Terme (Padova), fondata tra l’XI e il XII secolo ai piedi dei Colli Euganei.
Una delle principali attività dell’abbazia è costituita dal restauro del libro, un’arte tramandata nei secoli secondo la tradizione benedettina, che vede i monaci amanuensi dediti alla trasmissione del sapere. Qui sono state restaurate opere di immenso valore quali la più antica carta geografica d’Italia e diverse bolle papali. Attualmente l’abbazia ospita la Biblioteca nazionale, riconosciuta come monumento nazionale italiano.

La riqualificazione energetica
Nel 2006 si è deciso di riqualificare l’impianto termico esistente con l’obiettivo di ridurre i costi di gestione e di mettere in sicurezza le strutture del complesso monastico.

Le cinque caldaie a gasolio ormai obsolete che erano localizzate all‘interno del monastero per una potenza totale installata di 1,8 MW e un consumo medio annuo di 127.000 litri di gasolio, sono state quindi sostituite da un nuovo impianto centralizzato situato esternamente al perimetro dell’abbazia. L’impianto è composto da due caldaie: una a biomassa legnosa Köb Pyrot da 540 kW e una a condensazione a gas Viessmann Vitocrossal 300 da 645 kW, per una potenza complessiva di 1,185 MW.

La caldaia Pyrot è una caldaia automatica per la combustione di pellet o cippato con un contenuto d’acqua massimo di W35. La combustione della biomassa legnosa si suddivide in due fasi differenziate: nella griglia mobile a tre stadi avviene la gassificazione del combustibile e quindi lo smaltimento delle ceneri, mentre nella camera cilindrica secondaria ha luogo la combustione dei gas. Per ottimizzare il rendimento di combustione, e quindi per abbattere le emissioni di polveri, la camera secondaria viene coinvolta dal flusso rotativo di nuova aria proveniente dalla testata (combustione rotativa).

La caldaia provvede al riscaldamento e alla produzione dell’acqua sanitaria del monastero.  L’energia termica annualmente erogata, con un rendimento termico medio del 90%, è pari a circa 1.000.000 kWh.

La caldaia a condensazione a gas metano Vitocrossal 300 si caratterizza per il particolare sistema di scambio termico che assicura un recupero molto efficace del calore latente presente nei gas di scarico. Inoltre, il bruciatore a irraggiamento MatriX garantisce emissioni inquinanti bassissime, consumi energetici ridotti e un funzionamento silenzioso. In questo impianto la caldaia ha una funzione di emergenza e di supporto alla copertura dei picchi di carico termico (circa 10-12% del carico).

Il nuovo impianto di distribuzione si sviluppa per circa 4 km. In fase di realizzazione è stata rivolta particolare attenzione all‘installazione della rete distributiva all’interno del monastero per salvaguardare le strutture di notevole valore storico.

Approvvigionamento del combustibile
Il combustibile legnoso impiegato per l’alimentazione della caldaia è il cippato, proveniente dall’attività di manutenzione stagionale dei boschi di proprietà dell’Abbazia.
La caldaia necessita di cippato con un contenuto idrico (w) inferiore al 35% (circa 3 MWh/t) e una pezzatura media di 45 mm (M45). Il consumo medio annuo di cippato è di circa 360 tonnellate con w 35% (circa 1300 msr). Il silo del cippato ha un volume di circa 120 mc (circa 32 tonnellate di cippato) ed è realizzato di fronte alla centrale in posizione completamente interrata. Il cippato viene trasportato al focolare per mezzo di un sistema di estrazione oleodinamico a rastrelli e un sistema di alimentazione meccanico a coclea.

Sistema di regolazione
L’intero sistema è gestito e controllato automaticamente da una serie di dispositivi di comando dotati di microprocessore. Il quadro installato in centrale termica permette di ottimizzare le fasi della combustione del cippato  attraverso la rilevazione continua di parametri emissivi (sonda Lambda, ecc.) ed anche la funzionalità della caldaia a gas. La regolazione della distribuzione del calore avviene invece attraverso l’utilizzo di comandi secondari installati presso le sottocentrali dislocate ad hoc nel complesso monastico.

Emissioni e ceneri
Grazie all’elevato contenuto tecnologico dei sistemi installati, le emissioni atmosferiche risultano significativamente inferiori ai limiti fissati dalla legge italiana (d.lgs. 152/2006). La combustione raffinata del legno produce una limitata quantità di ceneri raccolte in appositi contenitori (2-3% in peso). Grazie all’impiego della caldaia a cippato si evita ogni anno l’emissione in atmosfera di 480 tonnellate di anidride carbonica  fossile rispetto al gasolio e 367 tonnellate di anidride carbonica fossile rispetto al gas metano.

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