Prevenzione incendi. La soluzione Lecablocco Tagliafuoco

In seguito all’entrata in vigore del d.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011, crescono le responsabilità dirette dei Progettisti abilitati per la prevenzione incendi che, quindi, esigono dagli elementi costruttivi prestazioni certe, affidabili e supportate dalla documentazione richiesta  dal d.m. 16 febbraio 2007 (per esempio il Fascicolo Tecnico del Produttore).

 

Le pareti in Lecablocco Tagliafuoco, facciavista o intonacate, offrono ai progettisti la risposta più affidabile alla nuova normativa con le migliori prestazioni di resistenza al fuoco affiancate dalla documentazione tecnica aggiornata.

 

Il d.P.R. n. 151 del 1° agosto 2011 Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi ha modificato l’iter delle procedure di prevenzione incendi al fine di renderle più snelle e brevi. Alla luce del decreto le attività soggette alla normativa di prevenzione incendi sono state suddivise in tre Categorie con diverse conseguenze sui compiti e responsabilità a carico del progettista e dei Vigili del Fuoco.

 

Le attività di Categoria A e B, che numericamente costituiscono la maggior parte di quelle soggette a prevenzione incendi, nonostante non siano più sottoposte al rilascio dei C.P.I. da parte dei Vigili del Fuoco, restano comunque soggette a tutte le disposizioni vigenti, sotto il controllo e la responsabilità del solo tecnico incaricato.

 

Di conseguenza crescono le responsabilità dirette dei progettisti che, quindi, esigono dagli elementi costruttivi prestazioni certe, affidabili e supportate dalla documentazione richiesta dal d.m. 16 febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione (per esempio il Fascicolo Tecnico del Produttore).

 

Secondo il d.m. del 16 febbraio 2007 le prestazioni di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi possono essere determinate secondo tre modalità: 
– Metodo analitico secondo gli Eurocodici e le relative Appendici Nazionali; 
– Metodo tabellare secondo le tabelle contenute nel decreto e nella circolare n. 1968 del 15 febbraio 2008;
Metodo sperimentale con prove in laboratorio condotte secondo le Norme Europee. 

 

I prodotti della famiglia Lecablocco Tagliafuoco, da oltre 40 anni, offrono la migliore soluzione in tutti quegli impieghi in cui è necessario l’utilizzo di pareti resistenti al fuoco. Lo dimostrano le innumerevoli prove di resistenza al fuoco realizzate presso i migliori Laboratori italiani e lo confermano anche le tabelle del decreto ministeriale del 16 febbraio 2007.

 

Nonostante il vantaggio delle prestazioni del calcestruzzo alleggerito con argilla espansa Leca sia confermato e ribadito anche dalle tabelle allegate al d.m. 16 febbraio 2007, ANPEL (Associazione Nazionale Produttori Elementi in Leca) ha svolto un’importante campagna di prove di resistenza al fuoco presso Laboratori accreditati per offrire ai progettisti la documentazione aggiornata per i singoli blocchi di produzione.

 

I produttori di Lecablocco sono tra i primi, in Italia, ad avere i Fascicoli Tecnici per i prodotti provati in Laboratorio, documento che attribuisce caratteristiche di resistenza al fuoco a pareti “reali” applicando i criteri ed i limiti espressi dalle norme di riferimento, a partire dai riscontri di prove sperimentali appositamente condotte. 

 

Il Fascicolo tecnico è a disposizione del professionista che se ne avvale per le certificazioni di sua competenza. Il d.m. 16 febbraio 2007 prevede anche che la correttezza delle valutazioni riportate nel fascicolo tecnico sia accertata dallo stesso Laboratorio di Prova che ha eseguito la sperimentazione di cui si estendono i risultati. Questa validazione, espressa mediante un parere tecnico positivo allegato al fascicolo tecnico stesso si pone, specie per il professionista, a garanzia del fatto che l’estensione dei risultati sperimentali alla parete “reale” sia effettivamente conforme ai criteri delle norme e ne rispetti i limiti.

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