Parcheggi sotterranei compatti per zone strette. La soluzione Slimparker 557

A Tel Aviv è stato inaugurato il primo sistema di parcheggio Slimparker installato dal gruppo Wohr, di cui IdealPark è rappresentante per l’Italia. Si tratta di una tecnologia innovativa che ha permesso di realizzare 15 posti auto in un’area davvero limitata destinati ai residenti di Echad Ha´am 140. Il parcheggio sotterraneo si sviluppa su 4 livelli e 4 file una davanti all’altra.

 

Ideatrice del progetto e costruttrice della tecnologia l’azienda tedesca Wohr con sede a Friolzheim, distribuita in Italia dalla veronese IdealPark. Il sistema Slimparker 557 è stato sviluppato proprio per le particolari esigenze della città di Tel Aviv. Secondo un nuovo regolamento gli edifici esistenti possono essere ampliati  per rinforzare le strutture, allo scopo di renderli antisismici o per creare nuovi posti auto.

 

A Tel Aviv le case sono davvero molto vicine e separate solo da cortili molto piccoli, gli spazi di parcheggio insufficienti e per questo tipo di aree lo Slimparker è l’impianto ideale. Richiede una larghezza di installazione di soli 2,60 m pertanto con una lunghezza di 27,70 m ed una profondità di almeno 11,55 m, possono essere creati fino a 23 posti auto su 6 livelli di parcheggio.

 

La procedura di parcheggio inizia in un’area di entrata centrale la quale, quando non viene utilizzata, risulta invisibile, nascosta sotto terra e coperta da un tetto a filo pavimento.
Dopo aver fatto sollevare l’area di entrata, il veicolo può essere parcheggiato sopra la piattaforma inizialmente sotterranea. L’area di entrata si riabbassa e l’elevatore porta il veicolo su uno dei livelli di parcheggio.
Questo sistema a scomparsa lascia il passaggio a fianco l’edificio totalmente libero senza nessuna struttura visibile. Per fornire più comfort ed evitare manovre, è possibile installare inoltre una piattaforma rotante così da poter girare i veicoli in direzione di uscita.

 

L’esempio di Tel Aviv potrebbe ispirare architetti ed ingegneri italiani nell’applicare questa tecnologia, dato che dimostra la possibilità di applicazione anche in una città con un’architettura risalente a più di 5.000 anni fa e centri storici simili all’Italia per la carenza di posti auto e spazi ristretti. 

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