Murature – Ristrutturazione di solai e murature

A Varese è nato il THQU Brent Art, nuovo polo culturale realizzato attraverso un’interessante azione di riconversione. Un immobile industriale dell’Ottocento è stato riportato all’interesse pubblico grazie a un intervento complesso, che ha coinvolto in particolar modo murature e solai.

Poliespanso ha contribuito alla ristrutturazione dell’originale centro di sperimentazione di arti contemporanee, THQU Brent Art, pensato e realizzato a Varese dall’architetto Rossella Mombelli: un progetto che parte dalla riconversione di un immobile industriale del XIX secolo (un’ex-filanda), recuperato e trasformato in un luogo di attività creativa; l’idea è infatti quella di creare un nuovo polo artistico e scientifico in grado di apportare anche un impulso economico all’area geografica circostante.

Il complesso si trova immerso in un ambiente naturale cinto dai declivi della Valcuvia. Il dehors con deck di legno (60 metri quadrati) da un lato volge su un colle dove sorge la chiesa, dall’altro si apre verso un piccolo giardino racchiuso da mura storiche. Lo spazio si sviluppa su tre livelli: un capannone edificato negli anni Sessanta, una cabina Enel dismessa e un volume industriale recente quasi completamente distrutto da un incendio. In linea con il principio della conversione creativa, il primo capannone è stato destinato a sala convegni e punto di ristoro mentre la cabina è stata trasformata in bookshop e atelier creativo.

Gli interventi di recupero
Il primo lotto di intervento ha riguardato l’antico corpo di fabbrica dell’ex-filanda, secondo una strategia finalizzata al ripristino funzionale del sistema portante e al recupero dell’aspetto architettonico preesistente. La prima area d’intervento si è focalizzata sulle murature perimetrali, stabilizzate con materiali siliconici, e sul ripristino delle fughe tramite malta di calce di cromia analoga all’originale. Per non gravare ulteriormente sulle murature si è scelto di svuotare parte del corpo di fabbrica demolendo l’intero solaio del primo piano, sostituendolo con uno a U in grandi lastre di vetro posate su una struttura di travi di ferro crudo verniciato trasparente.

Al secondo piano si è scelto invece di lasciare le travi originarie a vista e di ridurre il peso statico di un solaio tradizionale, impostato su un reticolo di IPE, con il solaio Plastbau Metal. A parità di prestazioni quest’ultimo permette infatti un risparmio di 80-100 kg/mq. Il prodotto è stato selezionato sia perché gli elementi del solaio non avrebbero gravato sulla struttura esistente, sia per la facilità di posa, senz’altro indispensabile vista la dimensione delle finestre da cui far passare gli elementi e vista l’altezza a cui sollevarli. Di fronte a queste esigenze si è rivelata quindi preziosa la leggerezza del solaio Plastbau: non un solaio prefabbricato ma un pannello autoportante a geometria variabile per la formazione di solai armati e gettati in opera.
Al secondo modulo si è proceduto tramite asportazione delle superfetazioni, ovvero di tutte quelle “brutture” createsi nel corso del tempo che non sono congrue con l’edificio originario e dannose per l’aspetto estetico e igienico dell’immobile e dell’ambiente circostante. In particolare si è proceduto con il ripristino delle murature, nascoste sotto uno spesso strato di intonaco che ne celava la tessitura muraria originaria realizzata con tecnica mista tipica lombarda.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico