Membrane Derbigum conformi alle norme di prevenzioni incendi per tetti fotovoltaici

Derbigum da sempre risponde a tutte le prove di resistenza al fuoco. Le sue membrane arrestano la propagazione e la penetrazione delle fiamme, rispondendo ai più severi requisiti di resistenza alle fiamme richiesti a livello europeo.

 

Requisiti tecnici questi, previsti dalle norme che certificano i componenti e che regolano la progettazione, realizzazione e manutenzione degli impianti, come richiesti dalla circolare e dai relativi chiarimenti recentemente diffusi dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile riguardante l’aggiornamento della guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici in merito alla prevenzione degli incendi.

 

In base a questo nuovo documento, come indicato nel caso 3/a dell’allegato B, per le membrane sottostanti gli impianti FV è necessario effettuare una specifica valutazione del rischio di propagazione dell’incendio, tenendo conto della classe di resistenza dei tetti e delle coperture di tetti agli incendi esterni (secondo la UNI EN 13501-5:2009 classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione – classificazione in base ai risultati delle prove di esposizione dei tetti a un fuoco esterno).

 

La norma UNI EN 13501-5:2009 individua classi di appartenenza che provengono dalla combinazione di quattro metodi di prova e dai risultati in termini di comportamento all’esposizione al fuoco. La recente circolare ritiene accettati gli interi pacchetti di copertura classificati secondo tale norma come Broof (t2), Broof (t3) e Broof (t4).

 

Le membrane Derbigum sono state testate a più riprese da Laboratori riconosciuti nei paesi dell’UE e i risultati hanno confermato che le membrane DERBIGUM superano brillantemente la prova di conformità allo standard Broof (t2) e (t3).

 

Nel caso della circolare dei Vigili del Fuoco, troverà particolare spazio lo standard Broof (t2), in quanto permette la prova su un supporto indicativo della situazione peggiore con automatica estensione ad altri substrati o supporti. Le altre prove non accettano invece estensioni, e difficilmente troveranno applicazione nella potenzialmente infinita casistica dei pacchetti di copertura tecnicamente possibili.

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