Manutenzione – Attrezzature di lavoro

Continua la nostra collaborazione con la rivista Progetto Sicurezza. Questa volta ci concentriamo sul delicato tema della manutenzione delle attrezzature di lavoro, presentando un intervento di Bruno Magaldi, già responsabile del settore ispezione e dell’area di vigilanza tecnica, Direzione regionale del lavoro, Toscana

La manutenzione delle attrezzature di lavoro
Nel testo unico, che in questo contesto riprende quanto già esposto nel d.lgs 359/1999 di recepimento della direttiva comunitaria 95/63 sui requisiti minimi di sicurezza per l’utilizzo delle attrezzature di lavoro, si stabilisce, fra le altre cose, che opportuni controlli e regolari interventi di manutenzione, siano necessari per garantire, nel tempo, l’idoneità e l’efficienza delle attrezzature di lavoro.
L’art. 71, infatti, al comma 4, lettera a), fa obbligo al datore di lavoro di prendere tutte le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro siano “oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’art.70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione”.
Inoltre dette attrezzature, secondo quanto si dispone nello stesso comma, debbono essere “assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all’art. 18, comma 1, lettera z)” che infatti prevede, fra gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente, che gli stessi debbano “aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione”.

Il controllo delle attrezzature di lavoro
Il d.lgs 81/2008 prevede, solo per le attrezzature e gli impianti elencati nell’allegato VII (impianti di sollevamento, generatori di vapore, ponti mobili e sospesi, attrezzature contenenti fluidi, ecc.) la periodicità degli interventi di verifica tesi ad accertarne la permanenza dei requisiti di integrità, sicurezza e funzionalità.
Tuttavia dette verifiche, che vengono effettuate alle scadenze previste (annuali, biennali o anche maggiori) dagli organismi pubblici o privati abilitati (1) non possono considerarsi come interventi di “idonea manutenzione”, che devono invece essere effettuati a cadenze più ravvicinate e correlate comunque all’effettivo utilizzo delle attrezzature e degli impianti, e non sollevano pertanto il datore di lavoro dagli obblighi richiamati dall’art. 71.
È necessario che la manutenzione di questi impianti e attrezzature e di tutti gli altri, venga programmata fin dalla prima immissione in servizio a intervalli prestabiliti affinché l’attrezzatura (o l’impianto) possa sempre trovarsi nelle migliori condizioni di funzionalità e sicurezza.
E detta manutenzione deve essere effettuata anche ogni qual volta si verifichino situazioni particolari quali a esempio la rimessa in funzione dopo un periodo di fuori servizio, variazioni significative nelle modalità di utilizzo o particolari prescrizioni impartite in sede di verifica da parte degli organismi incaricati.

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Manutenzione – Attrezzature di lavoro (II parte)

Note
(1) Si riporta, in estratto, il contenuto dei commi 11 e 12 dell’art.71:
11. … il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII a verifiche periodiche, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’Ispesl e le successive dalle Asl …
12. Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le Asl e l’Ispesl possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati …

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