Manutenzione – Attrezzature di lavoro (II parte)

Pubblichiamo la seconda parte dell’intervento di Bruno Magaldi (leggi articolo) sul tema della manutenzione delle attrezzature di lavoro. Si tratterà della programmazione degli interventi e della scelta di chi affidare le operazioni di manutenzioni

Programmazione degli interventi di manutenzione
Come si è detto (leggi articolo) si rende necessario prevedere, fin dall’acquisto, per ogni tipo di attrezzatura di lavoro, una programmazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria al fine di poterne garantire nel tempo l’efficienza e la sicurezza.
Detti interventi, come si dirà in seguito, devono essere  affidati a persone competenti, interne o esterne all’azienda, o anche, se del caso, a ditte o organismi specializzati.
Alla lettera b) del già citato comma 4 dell’art. 71, si legge che i datori di lavoro si devono attivare affinché “siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso è previsto”.
A parere di chi scrive, sarebbe consigliabile che il dettato di cui al comma citato vada esteso e che di ogni singola attrezzatura o impianto siano riportate e scadenziate, su un apposito registro di controllo, tutti gli interventi di manutenzione, ordinaria o straordinaria.
Già il d.P.R. 459/1996, la c.d. Direttiva macchine, come è noto, prevedeva che ogni “macchina” (e quindi anche ogni attrezzatura di lavoro che rientra nel campo di applicazione di detta direttiva) per poter essere immessa sul mercato, nell’ambito della comunità europea, oltre alla marcatura Ce, e all’autocertificazione di conformità (1) fosse corredata da un manuale con le istruzioni per il corretto utilizzo delle stessa.
In questo manuale, redatto nella lingua del paese ove l’attrezzatura viene commercializzata, devono essere riportate le caratteristiche tecniche della “macchina” e tutte le istruzioni necessarie per il corretto utilizzo della stessa.
Vi si dovranno trovare pertanto le istruzioni per il trasporto, il montaggio e lo smontaggio, le regolazioni, le riparazioni, la periodicità degli interventi di manutenzione, la compatibilità degli eventuali pezzi di ricambio e degli accessori e quant’altro sia necessario conoscere nonché le relative precauzioni da adottare ai fini della sicurezza.
Il datore di lavoro, pertanto, sceglierà (2) l’attrezzatura più adatta dal punto di vista della operatività, consultandosi anche, specie per le attrezzatura più complesse che dovranno rispettare tutti i requisiti richiesti per la sicurezza dei lavoratori, col responsabile del servizio di prevenzione e protezione e col rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (3).
Acquisita poi tutta la documentazione prevista dal d.P.R. 459/1996, sulla base di un esame approfondito del manuale di istruzioni che accompagna la “macchina”, dovrà programmare, già in partenza, la periodicità necessaria per gli interventi di ordinaria manutenzione.
Di qui la necessità che le attrezzature, almeno le più complesse, siano accompagnate da un vero e proprio libretto di manutenzione, come, recita appunto l’art. 71, comma 4, lettera a) punto 2, ove si legge che le attrezzature di lavoro “siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione”.
Detto libretto che, in taluni casi, è fornito direttamente dal fabbricante, deve essere periodicamente compilato e aggiornato (4) , e sulla base delle indicazioni ivi riportate, il datore di lavoro, istituirà  il registro di controllo delle attrezzature, ne curerà la tenuta e l’aggiornamento, adempiendo così pienamente a quanto prescritto alla lettera b) del già più volte citato comma 4 dell’art. 71.

A chi affidare la manutenzione
Una volta programmata la periodicità degli interventi di manutenzione, il datore di lavoro dovrà stabilire chi di tale manutenzione dovrà essere incaricato.
Per le attrezzature di lavoro più semplici, il datore di lavoro si potrà utilmente rivolgere anche a elementi interni all’azienda dei quali conosca le capacità e il senso di responsabilità.
Ma per quelle attrezzature e impianti, che il progresso tecnologico ha reso sempre più complesse, si dovrà rivolgere, per assicurare una corretta ed efficace manutenzione, a tecnici specializzati che siano in grado di eseguire gli interventi, le regolazioni, i controlli necessari e individuarne le eventuali criticità.
La stessa ditta costruttrice dell’attrezzatura o dell’impianto, direttamente o per mezzo di ditte fiduciarie, potrà essere incaricata degli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, avvalendosi anche, se necessario, nei casi particolarmente complessi, della consulenza di professionisti, quali ingegneri e periti.
Sul libretto di manutenzione dell’attrezzatura, a garanzia dell’effettiva esecuzione della manutenzione e dei relativi controlli, il tecnico incaricato, sia interno che esterno all’azienda, apporrà la propria firma, riportando anche, eventualmente, annotazioni, suggerimenti e prescrizioni.
Interventi di manutenzione straordinaria si renderanno poi necessari a seguito di mutamenti organizzativi e produttivi dell’azienda, di trasformazioni, riparazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi di prolungata inattività.
Valutate le condizioni dell’attrezzatura il tecnico potrà intervenire  con periodicità più ravvicinate e, in presenza di attrezzature non più ritenute idonee, sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista dei requisiti di sicurezza, richiederne la dismissione e la sostituzione.

Conclusioni
Si conclude questa breve disamina, richiamando gli obblighi che competono ai datori di lavoro che utilizzano attrezzature di lavoro la cui sicurezza e operatività, dipendono dalle condizioni di installazione.
Sicurezza e operatività, possono, nel tempo, venir meno per le più svariate cause, dando origine a situazioni pericolose.
È il caso, per esempio, delle gru, soggette a frequenti montaggi e smontaggi per installarle nei vari cantieri con periodi di inutilizzo più o meno lunghi, e sempre esposte all’aperto, alle più diverse condizioni atmosferiche che ne possono deteriorare le strutture e, di conseguenza, diminuirne il grado di sicurezza.
A tal proposito si riportano integralmente i commi 8 e 9 del già più volte citato art.71.
8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro provvede affinchè:
1) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l’installazione e prima della messa in esercizio) ed ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l’installazione corretta ed il buon funzionamento;
2) le attrezzature soggette a influssi che possano provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:
a) a controlli periodici secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
b) a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività;
c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza ai fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuate da persona competente.
9. I  risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti  a disposizione degli organi di vigilanza
”.

Analogo è il caso dei ponteggi metallici installati all’aperto, soggetti anch’essi alle variabili condizioni atmosferiche, al vento e alle intemperie.
Nell’allegato XIX del d.lgs 81/2008, al quale si rimanda, vengono dettagliatamente richiamate le verifiche di sicurezza cui devono essere sottoposti, nelle varie eventualità.

Articoli correlati:
Manutenzione – Attrezzature di lavoro (I parte)

Note
(1) Per le macchine ed i componenti di sicurezza elencati nell’allegato IV del d.P.R. 459/1996 (macchine per la lavorazione del legno, presse, formatrici, ponti elevatori per veicoli ecc.,) per la certificazione è richiesta la procedura di cui all’art. 4 comma 1 lettere b) e c) dello stesso decreto.
(2) Non sarà superfluo ricordare anche che, in ogni caso, il datore di lavoro secondo quanto disposto dai commi 1 e 2 dell’art. 70 del d.lgs 81/2008 (che, del resto, nulla innova rispetto alle precedenti disposizioni) deve mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature “… conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.” e che ove dette attrezzature siano state costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente a tali norme, queste “… devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’allegato V ”.
Si riporta anche il testo dell’art.72 del lo stesso decreto rubricato Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso:
“1 – Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria attrezzature di lavoro … deve attestare, sotto la propria responsabilità che le stesse siano conformi,  al momento della consegna … ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V.
2 – Chiunque noleggi o conceda in uso ad un datore di lavoro attrezzature senza conduttore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini di sicurezza. Deve altresì acquisire e conservare agli atti, per tutta la durata del noleggio o della concessione dell’attrezzatura, una dichiarazione del datore di lavoro che riporti l’indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presente titolo”.
(3) È quasi superfluo ricordare che i lavoratori che utilizzeranno le attrezzature di lavoro dovranno essere adeguatamente formati, informati e addestrati.
(4) Vedi il secondo comma del punto 11.1 dell’allegato V del d.lgs 81/2008, Manutenzione, riparazione regolazione ecc. “Per ciascuna attrezzatura di lavoro per la quale sia fornito un libretto di manutenzione, occorre prevedere l’aggiornamento di questo libretto”.

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