Macchine per costruzioni: la crisi colpisce forte nel primo semestre 2013

La crisi che sta colpendo in maniera piuttosto energica il settore dell’edilizia ha anche assestato uno schiaffo di ingente forza sul mercato delle macchine da costruzioni. Nel primo semestre del 2013 infatti, sul mercato italiano, sono state vendute 2774 macchine per costruzioni con un calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2012. Entrando nel dettaglio, le vendite di macchine “movimento terra” sono state 2671 (con un decremento del 24% rispetto allo scorso anno), mentre le macchine stradali sono sprofondate a quota 42 (-42%) e i macchinari per il calcestruzzo a 61 (-38%).

 

A fare il punto della situazione su questo delicato momento per il settore è Giampiero Biglia, vicepresidente di Unacea (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments), l’associazione di categoria aperta al contributo di tutte le aziende italiane di macchine per costruzioni: “In questi ultimi cinque anni e mezzo di recessione la domanda si è bloccata oltre quanto giustificabile dalla riduzione dell’attività edilizia. Sembra infatti che la forte incertezza sulle prospettive di uscita dalla lunga fase di crisi abbia portato le imprese acquirenti a ridurre al minimo gli acquisti di nuovi macchinari, allungando il più possibile i tempi di sostituzione”.

 

Biglia continua le sue osservazioni invocando, con fiducia, anche le azioni delle istituzioni: “Sarà pertanto fondamentale che i decreti attuativi del Decreto del Fare, concernenti gli incentivi all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi siano varati in tempi brevi e con grande sensibilità nella modalità di individuazione delle merceologie, che dovranno riguardare tutti i macchinari, gli impianti e le attrezzature per costruzioni. Solo in questo modo le piccole e medie imprese, che sono destinatarie del provvedimento, potranno beneficiare della misura di sostegno, con effetti positivi per tutta la filiera”.

 

Un importante focus su una specifica branca del settore, ovvero il mercato italiano dei macchinari per il calcestruzzo, lo effettua poi Davide Cipolla, consigliere di Unacea con delega alle attività di questo gruppo merceologico: “Il mercato italiano dei macchinari per il calcestruzzo è totalmente interno al trend di crisi del settore. Una sua particolarità riguarda tuttavia la produzione industrializzata del calcestruzzo, che per circa l’85% in Italia è effettuata ancora “a secco”, ovvero con impianti privi di mescolatore, quando è scientificamente appurato che solo con il processo di “premescolazione” si può ottenere un prodotto con migliore affidabilità, resistenza e durata, senza contare i benefici ambientali derivanti dalla riduzione delle emissioni gassose e le economie realizzabili per le stesse imprese utilizzatrici. L’impiego del mescolatore, infatti, a fronte dell’investimento iniziale, permette ingenti risparmi“.

 

Proprio sulla base di queste premesse, della pratica e degli studi presenti in materia, Unacea ha presentato a Roma lo scorso 5 luglio, durante la riunione dell’Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, una proposta per l’introduzione di un provvedimento volto a premiare con punti aggiuntivi nei bandi di gara chi impiega calcestruzzo premescolato proveniente da produzione industrializzata. Un’idea che viaggia nella direzione dell’uscita dalle sabbie mobili della recessione.

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