Impianti termici: efficienza energetica e impatto ambientale

In occasione della Mostra Convegno Expocomfort 2010, conclusasi il 26 marzo scorso, si è discusso dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale degli impianti termici, autonomi e centralizzati nell’ambito di un convegno organizzato e promosso da Assotermica, l’associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, federata ad ANIMA e con il  patrocinio del Ministero dello sviluppo economico

Lo studio del Politecnico di Milano
Fabio Rinaldi, professore del Politecnico di Milano (sede di Piacenza) ha presentato lo studio contenente le stime sull’efficienza energetica e l’impatto ambientale degli impianti termici, autonomi e centralizzati. Lo studio è stato condotto dal LEAP (Laboratorio Energia & Ambiente Piacenza), su incarico di Assotermica.
L’obiettivo principale di questo lavoro è stato di confrontare le diverse soluzioni impiantistiche sotto il profilo delle prestazioni energetiche e ambientali. I risultati riguardano il confronto fra sistemi centralizzati e autonomi e quello fra impianti tradizionali e a condensazione.

Si tratta della prima ricerca realizzata in questo campo con lo scopo di offrire uno strumento ai professionisti del settore, nel rispetto delle diverse scelte tecnologiche conformi agli obiettivi di contenimento della spesa energetica e il cui successo può essere determinato unicamente dalle scelte di mercato.

Certificazione energetica degli edifici
Con l’obiettivo di promuovere una corretta valutazione della legislazione in materia di certificazione energetica degli edifici, è intervenuto anche Roberto Moneta del Ministero dello sviluppo economico illustrando gli sviluppi normativi per l’efficienza energetica degli edifici e le prospettive nella revisione della direttiva europea 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici.

Incentivi: i risultati non sono brillanti
Di particolare rilievo è stato l’intervento di Giampaolo Valenti, ingegnere facente parte del Gruppo di Lavoro Efficienza energetica dell’ENEA, che ha valutato negativamente gli effetti degli incentivi del 55% sul mercato nazionale della climatizzazione invernale fino ad oggi.

Le caldaie a condensazione potrebbero andare a sostituire il parco caldaie italiano, o meglio quella quota parte del parco caldaie (7-8 milioni) ancora a 1 e 2 stelle”, ha ipotizzato Valentini. “La condensazione è per di più obbligatoria in alcuni Paesi europei e in futuro potrebbe essere resa tale da direttive europee”.
Se questa ipotesi dovesse realizzarsi, è fondamentale che le imprese si attrezzino per tempo per rispondere alla futura richiesta di impianti di questo tipo con una offerta adeguata.

C’è però da considerare che nel corso del 2009 la vendita di caldaie a condensazione per uso familiare è crollata in misura perfino superiore rispetto a quella delle caldaie tradizionali” ha affermato Paola Ferroli, presidente Assotermica.
È quindi ancora più necessaria”, continua Ferroli, “una stabilizzazione del bonus 55% per le tecnologie ad alta efficienza, accompagnata da un’importante azione di comunicazione verso l’utente finale, che ci consenta di registrare i primi risultati concreti. Una situazione di incertezza, infatti, oltre a vanificare gli importanti sforzi fin qui compiuti dal nostro Paese, rischierebbe di compromettere gli importanti obiettivi di risparmio energetico, di contenimento delle emissioni e di promozione delle fonti di energia rinnovabili attesi per il 2020”.

Nelle foto un momento del convegno e Paola Ferroli, presidente Assotermica

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