Geotermia – Costi e soluzioni costruttive

Recentemente a pochi chilometri da Torino sono iniziati i lavori per l’installazione dell’impianto di riscaldamento geotermico all’interno del cantiere “La Ninsola”, che porterà alla realizzazione di un complesso residenziale composto da ville, appartamenti e box sotterranei.

Dopo avere analizzato in un precedente articolo i dettagli dell’impianto (leggi articolo), trattiamo ora i costi e, a seguire, alcune soluzioni costruttive della messa in opera in cantiere.

I costi e i vantaggi
Come è evidenziato nella tabella 1 il costo per ogni kW/h termico generato (calcolato tenendo conto del rendimento dei sistemi e del costo delle loro sorgenti di alimentazione) per l’impianto geotermico PDC è inferiore di oltre il 50% rispetto a un impianto a gasolio ed è minore del 30%  circa rispetto a un impianto a metano.
Nella tabella2 viene invece evidenziata la riduzione dei costi annuali rispetto a un impianto tradizionale (a gasolio o a metano) per riscaldare un ambiente-tipo. Per il geotermico il minore fabbisogno annuale di Mega Joule si somma al già accennato minor costo di ogni kWh termico, con un risultato finale davvero notevole. 
Per l’utente (vedi tabella 3) va segnalato come all’atto pratico riscaldamento e acqua calda risultino estranei ad ogni bolletta del gas o a fatturazioni di gasolio. Si pagano le ore di funzionamento calcolate tramite un programma computerizzato e i litri di acqua calda utilizzati.

La manutenzione ordinaria è limitata alla pompa di calore che, non generando combustione, non è sottoposta all’obbligo del controllo annuale (a pagamento) dei fumi.  
L’unico limite a questo tipo di soluzione impiantistica è quello relativo ai costi di realizzazione elevati che attualmente rendono questa soluzione adatta a unità abitative di una certa dimensione.
Rispetto ad un sistema tradizionale, infatti, l’impianto può costare dal 50 all’80% in più.

Il complesso “la Ninsola”
Il complesso “La Ninsola” conta cinque ville, quindici appartamenti, quaranta box interrati e beneficia di duemila metri quadri di aree verdi.
Dal punto di vista strutturale, la costruzione dei muri avviene con laterizi alveolati che garantiscono un migliore rendimento termico. Sempre in quest’ottica, è stato scelto un materiale di coibentazione innovativo: si tratta di un isolante multistrato alluminizzato di produzione francese, derivato dalla tecnologia aerospaziale, che consente di erigere muri più sottili, ma con un rendimento doppio in termini di isolamento termico.
Questo si abbina al montaggio di finestre a triplo. Di conseguenza, è stato previsto per ogni unità abitativa un sistema automatico di ricambio/ricircolo/deumidificazione aria, per evitare il ristagno di aria viziata o troppo umida. Le finestre a triplo vetro offrono anche una valida azione insonorizzante, completando il lavoro svolto dai tripli muri interni con intercapedini riempite con fibre di legno fonoisolanti.

Sempre in tema di controllo termico, per i tetti viene utilizzato il legno. Nel complesso “La Ninsola” il legno del tetto andrà a garantire in modo naturale l’isolamento termico sia nei mesi freddi sia in estate, quando l’irraggiamento solare provoca importanti surriscaldamenti negli ambienti sottostanti la copertura.
Tutte queste soluzioni trovano abbinamento nel sistema di riscaldamento geotermico ampiamente descritto.

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