Freedom Tower, da Fassi Gru la soluzione per un cantiere non-stop

C’è un pezzo d’Italia nella realizzazione del progetto della grandiosa Freedom Tower che con il Monumento Nazionale ai caduti ricorderà a New York e al mondo le 2.986 vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. L’engineering di Fassi, azienda di Albino tra i leader mondiale nella produzione di gru, ha risolto un ostacolo che avrebbe rallentato i lavori e, di conseguenza, i tempi di consegna, mettendo a disposizione una gru e un sistema di movimentazione in grado di trasformare quello di Ground Zero in un cantiere mobile non-stop.

La costruzione della Freedom Tower è stata affidata all’impresa Collavino Construction Company, che si è trovata a fronteggiare un problema di gestione dei mezzi a disposizione: un calendario dei lavori molto serrato e una sola gru molto grande per ogni torre, il cui utilizzo avrebbe dovuto essere spartito tra le necessità di trasporto dei suoi prodotti, tondi in cemento armato, e le esigenze dei montatori in acciaio. Gli ingegneri Fassi hanno messo a punto una soluzione innovativa, mai sperimentata prima d’ora. 
 
L’idea chiave è sviluppare un cantiere mobile che cresce in verticale di pari passo con la costruzione della torre nel quale utilizzare, oltre alla gru grande che una o due volte al giorno solleva il grosso del materiale fino a un’unica location, una gru più leggera che lo distribuisca agli operai dello stesso piano. Una gru montata su un supporto alto installato su una piattaforma elevatrice.
Un’innovazione dal punto di vista sia cantieristico sia tecnologico: la gru F800BXP ha permesso all’impresa costruttrice non solo di mantenere il ritmo di lavoro con la squadra di montatori in acciaio, ma anche la distanza da un piano all’altro, che prevede non solo il tempo necessario per la solidificazione del calcestruzzo, ma il tempo di elevazione delle forme galleggianti su ogni piano. È il primo caso di gru non montata su un autocarro, ma direttamente a un supporto della struttura del cantiere.

Il progetto di Ground Zero
Una torre in acciaio e titanio alta 1776 piedi sorgerà sulle ceneri del World Trade Center e sarà il primo grattacielo antiterroristico del mondo. Il progetto originale di Libeskind, scelto nel 2003 come master plan per la ricostruzione di Ground Zero, prevedeva oltre alla guglia un programma complesso che comprendeva la costruzione di un monumento con cascate, un museo sotterraneo, un centro visitatori, un negozio, un centro di transito speciale e quattro torri a spirale come sedi ufficio all’altezza della Freedom Tower.

Il progetto è stato rielaborato da David Childs della Lower Manhattan Development Corporation per rendere la costruzione più impenetrabile agli attacchi terroristici e più simile alle Torri Gemelle. I muri avranno uno spessore di un metro e le strutture resisteranno alle più alte temperature. I piani saranno 82, di cui 69 dedicati a uffici. All’interno della torre, oltre alle grandi scale per le uscite in caso di emergenza, vi saranno le apposite scale per i pompieri e delle zone di rifugio di massima sicurezza su ciascun piano. La torre verrà inoltre dotata di speciali ascensori e il sistema di aerazione sarà protetto da filtri biologici e chimici. Sulla cima della torre dei giardini, simbolo di vita e ottimismo. Il costo supererà il miliardo e mezzo di dollari.
La scadenza dei lavori per la Freedom Tower è prevista per il 2013, ma già entro il 2011, nel decimo anniversario, dovrebbe essere terminata una parte del monumento ai caduti.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *