Facciata doppia pelle Stahlbau Pichler per il Quartiere Maciachini

Passa anche dall’area ex Carlo Erba il nuovo volto di Milano.
Lo storico complesso industriale, nato alla fine dell’Ottocento per ospitare una delle maggiori industrie mondiali per la produzione di farmaci e reagenti chimici, dopo la crisi degli anni Settanta è stato progressivamente dismesso fino alla chiusura definitiva nel 1998.

Proprio su questa vasta area sta oggi sorgendo un moderno business park. Lo spazio che ospitava la Carlo Erba, un tempo isolato e fisicamente separato dalla città, diviene oggi centro perfettamente integrato nel tessuto cittadino.
La metamorfosi urbanistica della metropoli lombarda coinvolge pienamente questi spazi che sono stati ridisegnati per il settore terziario: nel complesso quasi 100.000 mq di superficie dell’ex area industriale.

La posizione del progetto è logisticamente strategica in quanto posta lungo l’asse di massima espansione urbana milanese, servita adeguatamente da metropolitana ed autobus.
L’immagine che ispira l’intera riqualificazione è quella di parco polifunzionale inclusivo di uffici, spazi commerciali, centri fitness, aree dedicate alle attività culturali e alla ristorazione, sale congressi e negozi.

Nell’investimento è prevista anche la realizzazione dei primi due chilometri di “raggi verdi”, il nuovo progetto di piste ciclabili sviluppato dallo studio Land di Andreas Kipar, che collegherà la stazione MM Maciachini con il Parco Nord contribuendo alla riqualificazione della zona.

Già inaugurati gli uffici Zurich (Mac9), il completamento del parco è previsto per il 2010. L’investimento è realizzato da Doughty Hanson & Co Real Estate con la partecipazione di Bpd Property Development e la società veicolo Maciachini Properties.

Nel complesso il masterplan, realizzato da Europa Risorse, prevede:
Mac7, Mac6, Mac5, uffici prima fase, Food Park – Autogrill, uffici Zurich, headquarter Mac9, parco e parcheggio pubblico interrato, teatro, museo, uffici e negozi, fitness, piazza con negozi e servizi.

La progettazione architettonica è stata affidata ad un team di architetti italiani ed internazionali di comprovato talento tra i quali:  Italo Rota, lo studio berlinese Sauerbruch & Hutton e Paolo Pasquini.
A concretizzare alcune delle loro idee progettuali Stahlbau Pichler, uno dei protagonisti di questo rinnovo milanese con tre realizzazioni commissionate.

Scheda informativa progetto business park Maciachini
PROMOTORE
Maciachini Properties srl:
Doughty Hanson & Co Re
con Europa Risorse
PROGETTISTI
Italo Rota & Partners (Commercio e Teatro),
Sauerbruch & Hutton (direzionale),
Alessandro Scandurra (nuova sede della Zurich)
e Paolo Pasquini (food park)
LOCALIZZAZIONE
L’area si colloca nel quadrante nord di Milano tra i quartieri Dergano e Niguarda. Il lotto è delimitato da quattro strade: due principali, a ovest via Imbonati e a est via Crespi che collegano p.le Maciachini con l’hinterland nord; e due secondarie, a nord via Bovio e a sud via Bracco.
La zona è ben servita dai mezzi pubblici di superficie (metrotranvia nord Castello-Niguarda) sia dalla metropolitana (linea 3, nuova stazio¬ne Maciachini). L’ambito è inoltre prossimo a viale Enrico Fermi, asse viario che collega Milano a Como e consente la connessione diretta con la tangenziale nord, l’autostrada A4 Milano-Venezia e la S.P. 46 Rho-Monza.
OBIETTIVO
Riqualificazione dell’ex area Carlo Erba: completamente smantellata nella seconda metà degli anni Ottanta, l’area ha una superficie totale di circa 100.000 mq. 
STATO DELL’OPERA ALL’11 NOVEMBRE 2009Fase intermedia, terminato il primo lotto di 27.350 a fine 2004, si sta ora procedendo al completamento dello sviluppo

Tre protagonisti del business park firmati Stahlbau Pichler
Stahlbau Pichler è entrato appieno in questo progetto, con ben tre interventi significativi: si tratta di opere di nuova generazione che proiettano Milano in una visione europea, portando alla città un sapore di architettura contemporanea vicina all’uomo e ai suoi bisogni, primo fra tutti il continuo contatto con l’ambiente e la natura, attraverso tecnologie innovative e sperimentazioni progettuali.

MAC567
Nato dalla visione di Doughty Hanson, uno dei più importanti operatori europei attivi nel real estate e dall’intuizione del developer italiano Europa Risorse, il progetto si sviluppa su una superficie di oltre 32.000 metri quadri suddivisa in tre edifici: Mac 5 (6.448 mq), Mac 6 (13.740 mq) e Mac 7 (12.061 mq) situati all’angolo tra via Carlo Imbonati e via Roberto Bracco, con 276 posti auto interrati e con un valore complessivo dell’operazione di oltre 150 milioni di euro.

Concepito dallo Studio Sauerbruch & Hutton il MAC567 è un complesso composto da tre grandi edifici orientati secondo i principali allineamenti del lotto.
Due di questi edifici, Mac5 e Mac6, formano un unico corpo, grazie ad una struttura trasparente di collegamento all’altezza di tutti i piani, che identifica in pianta una figura a forma di “H”.
Un passaggio pedonale ad uso pubblico unisce l’edificio Mac7 con il corpo Mac5&6, aprendo un passaggio diagonale da est a nord e facilitando quindi l’accesso alle aree verdi.

Questo passaggio, contribuisce, attraverso la presenza a piano terra di coffee shop e negozi, alla vita commerciale di entrambe le vie sulle quali la struttura si affaccia.
Mentre la disposizione complessiva degli spazi suggerisce una certa continuità con la struttura storica, l’imponenza delle due costruzioni è decisamente nuova: l’impostazione contemporanea dei due corpi che raggiungono altezze di 28 e 36 metri annuncia un nuovo racconto urbano che si sviluppa seguendo proporzioni e linguaggi architettonici alla ricerca di una simbiosi con l’intorno che si stacca dalla classica uniformità, propria del dismesso complesso ottocentesco.

La facciata courtain wall dell’intero complesso è stata studiata per esaltare la verticalità dei tre edifici attraverso moduli lineari di 4 metri d’altezza per 1.50 di larghezza, composti a loro volta da sei sottomoduli ciascuno.

La ricerca di interlocuzione continua tra interno ed esterno è stata risolta con una soluzione tecnologica innovativa: la doppia pelle in facciata, in grado di connettere, per mezzo della ventilazione naturale, l’ambiente abitativo dell’edificio a quello esterno.

Il ricorso alla facciata a doppia pelle, realizzata da Stahlbau Pichler, grazie all’utilizzo di due superfici in vetro separate da un’intercapedine in cui scorre l’aria, rappresenta oggi il miglior approccio a livello di ecologia e sostenibilità. L’utilizzo per l’esterno di vetri serigrafati in ben trenta colorazioni differenti assicura movimento all’edificio ed un inserimento naturale nell’ambiente verde del business park di cui fa parte il Maciachini Center. Le cellule a doppia pelle Stahlbau Pichler montate su profili di alluminio, richiesti appositamente ad AluK, utilizzano brise soleil apribili elettronicamente per fendere i raggi solari e deviarne l’incidenza diretta, assicurando allo stesso tempo alla morfologia delle facciate un carattere dall’impronta decisa. Tutto ciò consente all’edificio uno sviluppo studiato in vista di un consistente risparmio energetico che può sfiorare valori superiori al 50% rispetto ad un normale fabbricato.

I vetri interni della facciata a doppia pelle sono temperati e trasparenti, basso emissivi con trasmittanza pari a 1,4 W/m²K.
E’ presente una camera d’aria di 18 mm e un vetro più interno accoppiato (6+6 mm) con foglio di separazione in PVB. Oltre a ciò, il parapetto fisso è provvisto di materiale fonoisolante.
I vetri esterni sono singoli, da 12 mm serigrafati ed elettrici, ruotano intorno all’asse verticale e sono movibili a gruppi per regolare la funzione di schermatura.

Al fine di ottenere una facciata in grado da un lato di fungere da schermo e dall’altro di lasciare libera la visuale dall’interno dei locali verso l’esterno si è optato per la serigrafia sulla parte interna delle lamelle attraverso una puntinatura infinitesimale su superficie colorata, ottenendo così l’effetto brise soleil.
Anche gli interni del complesso mantengono i tratti caratteristici della struttura, in primis quello della flessibilità: le tramezzature che dividono gli uffici possono essere posizionate ogni 150 cm con la possibilità quindi di gestire spazi per uffici che vanno dall’open space al piccolo taglio.

Elementi illuminanti fissati al soffitto per gli uffici ed altri incassati nel controsoffitto negli spazi centrali creano punti luce che, garantendo una luminosità pari a 500 lux, aumentano l’ampiezza percepita degli spazi, già esaltata dalla luce naturale che viene lasciata filtrare delle facciate a doppia pelle. Come ormai consuetudine per gli edifici moderni il controsoffitto risulta completamente ispezionabile in quanto studiato sulla modularità della facciata.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico