Emergenza maltempo, spuntano le crepe dell’edilizia italiana

La Penisola è stata messa a dura prova dall’ultima ondata di maltempo e non ha retto. Strade crollate, allagamenti, evacuazioni, incidenti stradali, frane, cedimenti e morti sono state solo le immediate conseguenze che hanno portato alla luce l’ormai chiaro cambiamento climatico che sta condizionando l’Italia. Massa Carrara ha visto precipitare sul suo territorio 230 mm di acqua in sole 4 ore, ben 16 mm in più rispetto alla media annuale, non da meno il Veneto che in questi giorni ha registrato ben 200 mm di pioggia caduta sul suo territorio con Venezia allagata per il 70%.

 

Le piogge torrenziali non hanno risparmiato neanche l’Umbria che in 36 ore ha registrato la caduta di 150 mm di acqua in più rispetto alle medie annuali. Questi sono stati i principali picchi toccati dal maltempo che non ha però risparmiato le altre regioni del centro-nord causando disagi pesanti e presagendo una serie di invasive conseguenze che non si sistemeranno nel breve termine. Il territorio italiano ha di nuovo manifestato l’importanza di un’attenta pianificazione urbanistica in grado di sopperire alle modifiche climatiche che condizionano il territorio della penisola.

 

Molte sono le tecnologie presenti sul mercato che sopperiscono alle difficoltà nel drenaggio delle acque da parte di edifici e strade, sistemi dal largo impiego soprattutto all’interno di grandi infrastrutture ma le cui caratteristiche si prestano ancor più per una diffusione su larga scala che comprenda le costruzioni private.

 

“Le precipitazioni abbondanti di questi giorni sono la testimonianza di un cambiamento climatico – dichiara Gabriele Nicoli, presidente di Assodrain, associazione italiana membrane alveolari drenanti che prosegue – i millimetri registrati in sole sei ore talvolta raggiungono le medie annuali delle singole zone. Ciò suggerisce l”implementazione di sistemi più efficaci che agevolino e migliorino il drenaggio nelle opere controterr”.

 

Membrane alveolari drenanti che evitino il ristagno d’acqua e agevolino il reflusso soprattutto in situazioni di stress come quelle vissute nelle ultime giornate di maltempo, soluzioni rispondano con efficacia alle pericolose eccessive pressioni idrostatiche. La struttura alveolare drenante permette di proteggere le strutture dalle azioni dannose a lungo periodo dell’umidità bloccando il contatto diretto tra terreno e muro oltre a preservare la struttura dai vari danni meccanici: rinterro, cedimento differenziale.

 

L’associazione Assodrain, composta dalle aziende Dörken Italia Srl, Gutta Italia, Tema Corporation e Onduline Italia, lavora per diffondere la cultura dei benefici garantiti dalle membrane alveolari drenanti, effetti favorevoli che sono già stati testati con successo negli importanti cantieri sia dell’eurotunnel sia nel tunnel del san Gottardo con risultati che aprono le porte alla diffusione delle importanti proprietà di queste applicazioni edili anche al delicato settore dell’edilizia privata.

 

Le membrane alveolari drenanti rispondono già a quella che diverrà caratteristica indispensabile dei materiali edili del prossimo futuro: la durata. In edilizia si usano termini quali sostenibilità, di ecologia e impatto zero ma in futuro a determinare le scelte della filiera edile saranno anche la capacità di durata nel tempo dei materiali da costruzione, o meglio, delle loro performance.

 

“Il nuovo regolamento europeo 305/2011 la cui entrata in vigore è fissata per il 1° luglio 2013, obbliga alla certificazione delle prestazioni di un prodotto e non solamente del rispetto di misurazioni standard come avviene attualmente. La marcatura CE sarà finalmente garante della durabilità della costruzione finale – ci spiega Gabriele Nicoli che per UFEMAT è intervenuto il 7 novembre scorso al FOCOPE al Parlamento Europeo, che prosegue – un passaggio epocale che responsabilizzerà tutti gli attori economici che dovranno dotarsi della DOP, la dichiarazione di prestazione obbligatoria, per apporre la marcatura CE sui prodotti”. Una nuova direttiva che si prevede possa lanciare il mercato edile con previsioni positive che attestano una ricaduta dello 0,50% sul prodotto interno lordo della Comunità europea, un dato che tradotto in cifre si aggira sui 2miliardi di euro. Protagonisti di questo nuovo passaggio storico saranno sia il mondo della distribuzione ed il suo ruolo di forte collante tra prodotto e cliente finale sia della produzione a cui spetterà il ruolo di informare e formare la distribuzione per migliorare e aumentare le competenze chiave.

 

La qualificazione dei materiali da costruzione, la riorganizzazione del processo produttivo e lo sviluppo dei nuovi modelli costruttivi rappresentano nuove opportunità per i produttori e distributori, spinti così nella direzione di una sempre maggiore professionalità e specializzazione che porterà a una valorizzazione della distribuzione.

 

Cosa sono le membrane alveolari drenanti
Queste membrane sono elementi composti da una struttura alveolare drenante e da un geotessile filtrante che permettono di proteggere l’impermeabilizzazione dai danni meccanici (rinterro, cedimento differenziale), ridurre la compressione dello strato impermeabile impedendo la formazione di pressione idrostatica e, secondo i casi, convogliare l’acqua che si accumula verso un collettore periferico. Le membrane alveolari impediscono il contatto diretto terreno-muro evitando la formazione di umidità. L’applicazione delle membrane alveolari può essere in verticale ma anche in orizzontale. Le membrane alveolari permettono un’eccellente resistenza alla compressione e una capacità di drenaggio tale da soddisfare la maggior parte delle esigenze mantenendo inalterato il potere drenante indipendentemente dai carichi di esercizio della struttura.  Infine, le membrane alveolari sono un fondamentale alleato per proteggere le abitazioni dal gas Radon.

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