Edilizia sostenibile. Terminata la prima parte dell’esperimento di certificazione dei consumi energetici di una casa

Si è conclusa la prima fase dell’esperimento di edilizia sostenibile iniziato nel 2010 a Trieste, che continuerà con una seconda fase fino ad agosto 2012: dopo quattordici mesi di monitoraggio su consumi e produzione di energia effettuato dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Navale dell’Università di Trieste, la casa-prototipo progettata e realizzata da Settimo Costruzioni Generali si è confermata completamente autonoma, consumando solo 7.947,36 kWh a fronte di un’autoproduzione di 8.238 kWh.

 

L’obiettivo del test, come dichiarato all’avvio del periodo di osservazione dall’ing. Alessandro Settimo, presidente della società di costruzioni di Trieste e promotore dell’iniziativa, era andare oltre la classificazione degli immobili secondo le classi attualmente in vigore (dalla A alla G), per inserire nella compravendita un certificato che attesti gli effettivi consumi di una casa sostenibile. Un impegno che, oltre a fornire la certezza sui costi di mantenimento dell’abitazione, garantisce che un eventuale sforamento, se non causato dall’imperizia del proprietario, potrà essere rimborsato dall’impresa costruttrice.

 

Classificato come patent pending, l’esperimento è in attesa di ricevere il riconoscimento ufficiale di un brevetto per la realizzazione di edifici a basso impatto energetico e l’architettura elettronica per la gestione da remoto di edifici di questo tipo.
L’abitazione-prototipo oggetto del monitoraggio, partito ad agosto 2010, misura 180 m2 ed è stata costruita utilizzando criteri che la qualificano come di gran lunga superiore alla classe A (massimo standard di riferimento per edifici energeticamente efficienti attualmente in vigore).

 

L’Università ha poi provveduto a monitorare e valutare – indipendentemente – per quattordici mesi i consumi dell’abitazione così realizzata, raccogliendo dati ogni cinque minuti.

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