DPI – Protezione del capo in cantiere

Iniziamo con questo articolo un servizio dedicato ai Dispositivi di protezione individuale utilizzati in cantiere con la collaborazione della rivista Progetto Sicurezza. In questo primo intervento, curato da Paola Antoniotti, esperta di sicurezza e antinfortunistica, passiamo in rassegna gli elmetti e i caschi di protezione.

Per la scelta dei dispositivi di protezione in relazione ai rischi può essere di aiuto l’allegato VIII del D.Lgs. n. 81/2008, che riporta gli elenchi delle attrezzature di protezione individuale, delle relative attività e settori di attività, e che fornisce indicazioni per la valutazione dei Dpi.
Per ogni tipologia di Dpi che verrà analizzata si riportano in tabelle i contenuti degli elenchi di interesse per il settore edile e omettendo di citare ogni volta la fonte.

Protezione della testa: elmetti
I lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo, per la caduta di materiali dall’alto o per contatti con elementi comunque pericolosi, devono essere provvisti di elmetto. Il casco serve quindi per proteggere da urti, colpi, impatti e va sicuramente indossato durante i disarmi, le demolizioni, operando sul fondo di uno scavo, allestendo i ponteggi. Anche a protezione dei raggi solari si devono usare idonei copricapo.

Elenco dei dispositivi di protezione della testa
− caschi di protezione per l’industria (caschi per miniere, cantieri di lavori pubblici, industrie varie)
− copricapo leggero per proteggere il cuoio capelluto (berretti, cuffie, retine con o senza visiera)
− copricapo di protezione (cuffie, berretti, cappelli di tela cerata ecc., in tessuto, in tessuto rivestito, ecc.)

Elenco delle attività e dei settori di attività.
Protezione del capo. Elmetti
− lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione
− lavori su ponti d’acciaio, su opere edili in strutture d’acciaio di grande altezza, piloni, torri, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali elettriche
− lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie di miniera
− lavori in terra e in roccia
− brillatura mine
− lavori in ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori
− lavori in forni industriali, contenitori, apparecchi, silos, tramogge e condotte
− smistamento ferroviario

Per gli elmetti, di seconda categoria ai sensi del d.lgs. n. 475/1992, i principali riferimenti sono le norma UNI EN 812, e la norma UNI EN 397.
La norma UNI EN 812, Copricapo antiurto per l’industria, specifica i requisiti fisici e prestazionali, i metodi di prova, i requisiti di marcatura. Lo scopo di questi dispositivi è di proteggere chi li indossa dagli effetti di un urto della testa contro un oggetto duro e immobile, la cui gravità sia tale da causare ferite superficiali. Non sono invece destinati a proteggere dagli effetti provocati dalla caduta o dal lancio di oggetti oppure da carichi sospesi o in movimento.
La norma UNI EN 397, Elmetti di protezione per l’industria, specifica i requisiti fisici e prestazionali, i metodi di prova e i requisiti di marcatura. Ogni elmetto dichiarato conforme ai requisiti di tale norma deve riportare una marcatura stampata o impressa indicante: numero della norma; nome o marchio di identificazione del fabbricante; anno e trimestre di fabbricazione; tipo di elmetto (designazione del fabbricante); taglia o gamma di taglie (in centimetri). Inoltre, ogni elmetto deve essere accompagnato dalle seguenti informazioni:
-nome e indirizzo del fabbricante;
-istruzioni o raccomandazioni relative alla regolazione, montaggio, uso, pulizia, disinfezione, manutenzione, controllo e immagazzinaggio;
– i dettagli degli accessori e parti di ricambio appropriati;
– il significato dei requisiti facoltativi posseduti dall’elmetto (alta o bassa temperatura, isolamento elettrico, deformazione laterale, schizzi di metallo fuso):
– indicazioni relative ai limiti di impiego dell’elmetto rispetto ai rispettivi rischi.
– data e periodo di scadenza dell’elmetto e dei suoi componenti.
– tipo di imballaggio adatto per il trasporto dell’elmetto.

L’elmetto é costituito da una calotta a conchiglia rigida (generalmente in plastica) rigida, da un sistema di sostentamento (bardatura) solitamente di tipo regolabile e da una fascia antisudore anteriore.
L’elmetto deve riportare la marcatura CE, deve essere leggero, affinché possa essere indossato quotidianamente; robusto, ma anche elastico in modo che sia in grado di assorbire gli urti senza spezzarsi. Deve avere una bardatura interna morbida e registrabile così da poterla adattare in modo che il casco rimanga ben saldo anche piegando da ogni lato il capo.  In caso di utilizzo contemporaneo di altri Dpi, deve essere compatibile con questi (esistono ad es. caschi che permettono l’installazione di visiere o cuffie di protezione).

Per una trattazione completa ed esaustiva dell’argomento vi invitiamo a consultare la rivista Progetto Sicurezza, in collaborazione con la quale tratteremo tutti gli altri dispositivi di protezione (scarpe, cinture, guanti, ecc.).

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