Costruzioni: sempre più in crisi il settore delle macchine movimento terra

Non c’è tregua per il settore delle macchine movimento terra. La crisi, che colpisce dal 2007 il mondo delle costruzioni, continua a ripercuotersi ancora in questo comparto strategico. Secondo i dati di Ascomac Cantiermacchine,  che rappresenta oltre il 60% delle aziende nel mercato delle macchine movimento terra e da cantiere vendute in Italia, le vendite nel mercato interno, nel periodo gennaio-settembre, hanno registrato una flessione totale del 26,9% rispetto alla stesso periodo del 2011. Nel solo terzo trimestre del 2012 sono state vendute 1.645 macchine contro le 2014 dello scorso anno. Come emerge dalla tabella la diminuzione delle vendite del segmento tradizionale dei macchinari è del 30,2%. Male anche il settore delle macchine compatte (-25,9%) e delle Terne (-20,8%).

 

I dati peggiori del trimestre riguardano le macchine per il sollevamento (Movimentatori Telescopici) le cui vendite si sono ridotte del 58% con un consolidato a settembre pari al -46,4% e quelle per il carico e il trasporto di materiale, ovvero i Dumper articolati (- 66,7% sul trimestre, -72,4% consolidato). Difficoltà che si manifestano da tempo: dal 2007 al 2011 si è rilevata una contrazione complessiva  della domanda di questi macchinari nell’ordine del 75%.

 

“Lo scenario che emerge dalla rilevazione segnala il proseguire della contrazione della domanda per la maggior parte delle macchine per i cantieri edili. Alla luce di questo trend è molto difficile prevedere una rapida inversione di tendenza a breve termine nel mercato interno”, ha dichiarato il presidente di Cantiermacchine Marco Bersellini secondo cui sono urgenti alcune misure: “Risolvere la questione dei mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione che sta producendo un danno incolmabile alle imprese, molte delle quali sono costrette a chiudere; attivare gli investimenti per la riqualificazione, la messa in sicurezza del territorio e il riassesto idrogeologico”.

 

Anche per la presidente di Ascomac Elisa Cesaretti è del tutto inaccettabile l’esclusione delle costruzioni dalla direttiva sui ritardati pagamenti, “le imprese non solo del nostro settore stanno scomparendo a causa di inefficienze non proprie. Bisogna che il Governo espliciti con chiarezza l’applicazione della norma anche al settore dei lavori pubblici, altrimenti non ci sarà futuro per migliaia di imprese, nostri clienti finali, che aspettano da mesi, se non da anni, una soluzione al problema, e ciò sia per i crediti maturati che per quelli futuri”.

 

Solo così sarà possibile tornare a valorizzare il patrimonio delle imprese di questo settore, costituito da innovazione tecnologica, alta efficienza, formazione, professionalità degli operatori, che, in assenza di liquidità ed in presenza di burocrazia e extra costi, rischia di non trovare più collocazione nel mercato interno, ormai fermo da troppo tempo. Secondo la presidente le risorse sono necessarie per guardare al futuro. “Le difficoltà del settore, sebbene abbiano messo in ginocchio molte imprese tra cui quelle delle macchine per le costruzioni che rappresentiamo, non possono, però, frenare la spinta verso il futuro.  Anzi l’innovazione tecnologica ed energetica – ha aggiunto – è il primo passo fondamentale per riemergere dalla crisi. In questo senso, macchine più sicure, efficienti, a basso impatto possono dare il proprio contributo tecnologico non solo alla ripresa del comparto ma anche alla realizzazione di un nuovo modello di città: sostenibile, a consumo di territorio e di energia quasi zero, con regole certe e chiare”.

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