Consegna dei plichi di gara. La responsabilità del vettore

L’Associazione nazionale delle imprese edili (Aniem) segnala un’interessante sentenza sul tema della responsabilità del vettore nel caso di ritardo nella consegna dei plichi di gara.
La mancata consegna nei tempi previsti del plico contenente la documentazione di partecipazione a una gara, per l’aggiudicazione di un appalto, causa una grave responsabilità in capo al vettore, idonea ad interrompere qualsiasi preesistente nesso causale.

Per l’impresa danneggiata, dunque, può configurarsi un diritto al risarcimento del danno, correlato alla perdita dell’opportunità, intesa quale perdita della possibilità di conseguire un vantaggio futuro (l’aggiudicazione dell’appalto), secondo una valutazione ex ante, da ricondursi al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità, in termini di conseguenza dannosa potenziale.

Il caso
Un’impresa cooperativa per prender parte ad una gara per il conferimento di un appalto di servizi, indetta da una Usl, incaricava un corriere privato della tempestiva consegna. Precisamente, il plico di gara veniva affidato, in favore del corriere, quattro giorni prima del termine stabilito per la presentazione dei documenti di gara. Tuttavia, l’impresa venne esclusa dalla gara, in quanto il suo plico di offerta pervenne, presso la stazione appaltante, ben undici giorni dopo il termine perentorio di presentazione.

A questo punto, l’impresa, convenne in giudizio il corriere privato e ottenne la condanna al risarcimento dei danni, liquidati in lire 50.000.000, in considerazione del presumibile utile, che la società attrice avrebbe potuto conseguire nei tre anni dell’eventuale affidamento, in caso di esito favorevole della gara.

La sentenza di appello
La Corte di appello di Milano confermò, con sentenza del 21 settembre 2005, la pronuncia di primo grado. Il corriere privato, allora, ricorre in Cassazione, articolando vari motivi, tutti respinti. Il vettore ricorrente ha contestato che l’impresa non ha indicato sul plico la natura del documento ed il termine perentorio di consegna del medesimo. Di conseguenza, tale mancata conoscenza, in favore del vettore, del valore del documento e del termine di consegna, dovrebbe comportare che il vettore medesimo non possa essere considerato responsabile del danno conseguente all’indisponibilità del documento, o del danno conseguente al mancato perfezionamento di una dichiarazione recettizia, quale l’offerta contrattuale espressa a seguito di bando di gara.

La sentenza definitiva
La Suprema Corte respinge tale argomentazione, evidenziando che l’intempestiva consegna comportante l’esclusione, costituisce un “fatto”, produttivo di responsabilità risarcitoria, pienamente idoneo ad escludere ogni collegamento causale con altri eventi, quali l’omessa indicazione del termine e/o della natura del plico. Per tale ragione, la Cassazione respinge la richiesta di un prospettato concorso di colpa, evidenziando che, secondo una solida giurisprudenza, “la responsabilità del vettore nei confronti del mittente (o del subvettore nei confronti del sub-committente) per il furto della merce, non e’ esclusa o attenuata dalla omessa indicazione parte del mittente della natura, quantità o peso di tale merce, a norma dell’articolo 1683 cod. civ, se manchi ogni collegamento causale tra l’omissione o l’inesattezza delle indicazioni predette ed il fatto che ha determinato la perdita della merce“.

Ancora, il vettore contesta la liquidazione del danno, correlato alla perdita di chance di vittoria in gara, evidenziando che sussiste, in fatto, la certezza che l’impresa non avrebbe potuto aggiudicarsi l’appalto, avendo offerto un prezzo superiore a quello degli altri operatori economici concorrenti. La Cassazione respinge tale censura, ricordando che “la perdita di chance, costituita dalla privazione della possibilità di vincere un concorso, configura un danno attuale e risarcibile, consistente nella perdita della mera possibilità di conseguire un vantaggio economico, secondo una valutazione ex ante“. Proprio tale ultimo punto, cioè la necessaria correlazione della perdita di chance a una valutazione ex ante, e non a posteriori, deve essere posto in forte evidenza, al fine di evitare facili equivoci. La perdita di chance non può essere correlata ad eventi successivi (scoperta di offerte migliori), ma deve essere ancorata alla situazione storica in cui si produce, proprio perché costituisce un pregiudizio della “possibilità” di conseguire un vantaggio (l’aggiudicazione dell’appalto). Ciò che interessa, ai fini del danno da perdita di chance è la perdita della teorica possibilità di vincere una gara, nella prospettazione temporale della partecipazione. L’intempestiva consegna del plico ha impedito all’impresa di partecipare alla gara e, quindi, di poter coltivare il potenziale vantaggio della possibile vittoria.

Fonte Aniem

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