Cls a base di TX Active per la ricostruzione del Campanile di Majano

È stato inaugurato nei giorni scorsi  il nuovo campanile di Majano (Udine) crollato durante il terremoto che ha colpito il Friuli nel 1976. Una struttura di tale prestigio architettonico e significato simbolico imponeva l’impiego di un calcestruzzo straordinario, capace non solo di prestazione meccanica e durevolezza di rilievo, ma caratterizzato anche da un colore bianco di notevole brillanza e dal potere di conservare inalterato nel tempo l’aspetto estetico grazie alla proprietà dell’auto-pulizia della superficie.

 

Per questo motivo è stato utilizzato da Calcestruzzi un calcestruzzo contenente TX Active il principio attivo fotocatalitico per materiali cementizi, brevettato da Italcementi. Oggi il cemento è diventato un materiale in grado di garantire prestazioni eccezionali. Il cemento del nuovo millennio è un materiale attento all’ambiente, in grado di far parte di un’architettura proiettata verso il futuro. Il cemento e il calcestruzzo sono materiali vivi, sempre pronti ad adeguarsi a tecnologie costruttive di ultima generazione. E il campanile di Majano ne è una testimonianza concreta dove architettura, ricerca, innovazione e sostenibilità si fondono in un’unica realizzazione.

 

Aspetti tecnici
La ricostruzione del Campanile di Majano è stato un cantiere impegnativo, durato oltre due anni con problematiche legate alla complessità del progetto.
Sono stati utilizzati due prodotti: Mix a base di calcestruzzo TX Arca Italcementi bianco e Mix a base di calcestruzzo TX Aria Italcementi grigio

 

In ogni caso il prodotto è stato prescritto e venduto Rck 40 XC4 in classe di consistenza che va da S3 (scale, tetti inclinati) a SCC (vele bianche). Vista la distanza degli impianti di produzione (Pradamano e Beivars) dal cantiere, tutte le miscele sono state progettate e fornite con ritardante di presa (Basf Pozzolith BM).

 

I mix per i calcestruzzi bianchi sono stati prodotti con 5 classi di aggregati provenienti da Carrara (marmo bianco frantumato) e cemento fotocatalitico TX Arca di Italcementi.

 

In base alla stagione (temperatura ambiente) e alla consistenza richiesta, tre sono stati i prodotti messi a punto:
1) SCC, calcestruzzo autocompattante
Ottenuto mediante due tipi di additivo superfluidificante ad alta efficacia. Non è stato impiegato viscosizzante in favore della riuscita estetica del manufatto.

 

2) S5, spandimento >55 cm
Si tratta di una consistenza richiesta dall’Impresa di costruzioni DelBianco per la tenuta non adeguata delle casseforme alla pressione esercitata dal conglomerato SCC. Essenzialmente è la stessa composizione del calcestruzzo autocompattante con una minore quantità di additivo riduttore d’acqua.

 

3) S3, per scale interne
In questa parte d’opera Calcestruzzi ha proposto una miscela con diametro ridotto a 8 mm e un additivo a base melamminica aggiunto in cantiere. Questo particolare tipo di additivo garantisce un bassissimo sviluppo di aria inglobata e una reologia del calcestruzzo fresco ideale per la colata in scale a

 

I mix grigi sono stati prodotti in un altro impianto di calcestruzzo (Beivars) per non causare inquinamento di colore con i mix bianchi.  Il fornitore di aggregati Carrara ha preparato, su indicazione di Calcestruzzi, un premiscelato con 3  classi di aggregati fini (filler e sabbie)  cui è stato aggiunto ghiaino tondo locale e cemento fotocatalitico TX Aria di Italcementi.

 

In base  alla consistenza richiesta, due sono stati i prodotti messi a punto:
1) S5,  spandimento >55 cm
L’impostazione del mix è del tutto simile alla mix A2, mutati i componenti come sopra.

 

2) S3,  per la copertura finale
L’impostazione del mix è del tutto simile alla mix A3, mutati i componenti come sopra, quindi con l’aggiunta di additivo melamminico ma con diametro massimo dell’aggregato pari a 16 mm.

 

Il parere dell’impresa
La cromaticità del TX Active è doppia: da una parte legata al tradizionale grigio, mentre dall’altra a un candido bianco entrambe miscelati a polveri e inerti nobili derivanti dalla macinazione di marmi bianchi e sabbie silicee. – ha detto l’ing. Sandro Zanin che per conto dell’impresa Del Bianco ha seguito i lavori di realizzazione – Pochi i riferimenti fissi su quelli che sono i 43 metri di altezza: un solo spigolo interno che si sviluppa in verticale a tutta altezza sulle due vele bianche, e due fili fissi di un imponente cilindro grigio anteriore il resto sono murature che si arrampicano con inclinazioni diverse, rampe di scale a dimensione variabile ed un nocciolo interno che cambia forma ben 4 volte prima di arrivare alla cella campanaria. Tutto ciò si traduce in un grado di difficoltà elevato che può essere risolto solamente con maestranze altamente specializzate, coadiuvate da tecnici preparati che uniti a una flessibilità realizzativa a una continua ricerca nella ottimizzazione dei materiali hanno saputo realizzare casseri e carpenterie di volta in volta ridisegnate e modificate a seconda delle esigenze.

 

La chiave di svolta è stata nell’individuare con Calcestruzzi un programma di getti con una sequenza ben precisa degli stessi che permettesse la realizzazione delle fasi lavorative di casseratura, getto e scassero senza incappare in situazioni dalle quali non si potesse uscire se non con parziali demolizioni o con giunti di ripresa in posizioni strategiche non definite a priori.

 

Programmazione basata oltre che su variabili di tipo realizzativo, anche su altre come la consistenza del materiale che passava da S3 a S5 all’autocompattante a seconda dell’impiego su scale pareti o solette, per cui si presupponeva l’adozione di additivi fluidificanti differenti per quantità e tipologia opportunamente testati con largo anticipo in laboratorio, modificando successivamente in cantiere le ricette per ottimizzare la lavorabilità e la resa in base alle diverse differenze climatiche e atmosferiche che si venivano a creare nel corso dei getti.

 

Altra variabile da considerare è stata la messa in opera che ha portato all’adozione di autopompe di dimensioni variabili, con sviluppi dalla piccola 28ml sino alla enorme 58ml a seconda delle altezze e della posizione di getto. Dove le tubazioni e quest’ultime non arrivavano si è dovuto usare la benna con bocca a tubo al fine di evitare salti di quota importanti al calcestruzzo in fase di messa in opera che potessero comportare una segregazione dello stesso.

 

Ogni getto orizzontale comprendente scale, rampe e pianerottoli è stato inoltre realizzato in opera con la finitura superficiale definitiva tramite lisciatura, spechiettatura con frattazzino e rigatura effettuata su cemento fresco. Tutto ciò è stato possibile grazie alla sinergia che si è venuta a creare tra le diverse imprese impegnate all’interno del progetto i relativi staff tecnici e la direzione lavori.

 

I pregi architettonici del TX Active
I prodotti contenenti TX Active sono in grado di abbattere gli inquinanti organici e inorganici presenti nell’aria e conservano nel tempo la qualità estetica dei manufatti. La fotocatalisi riduce i diversi agenti inquinanti – scarichi di automobili, fumi di riscaldamento domestico, scarichi industriali di sostanze chimiche, pesticidi – che vengono a contatto con le superfici cementizie, trasformandoli in sostanze innocue per l’ambiente. Dal lancio industriale del prodotto nel 2006, le superfici fotocatalitiche realizzate in Italia ammontano a più di 1.600.000 metri quadrati, pari a circa 250 campi da calcio.

 

La prima opera realizzata con cemento bianco TX Active è stata, alla fine degli anni Novanta, la chiesa Dives in Misericordia di Roma, progettata dall’architetto Richard Meier. In quell’occasione Italcementi, partner tecnico del progetto, mise a punto TX Active, risultato di un’importante ricerca di laboratorio finalizzata a ottimizzare le caratteristiche di durabilità estetica dei manufatti cementizi di alta qualità. TX Active, grazie alle sue proprietà fotocatalitiche sperimentate in tutto il mondo rappresenta una soluzione concreta ad ampio raggio. Sono sempre più numerosi gli amministratori pubblici che lo scelgono per costruire o ristrutturare strade ed edifici. Importanti metropoli europee come Ginevra, Parigi e Malaga stanno già utilizzando cementi fotocatalitici contenenti TX Active.

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