Ceramica come materiale da costruzione per le facciate

Al Cersaie 2010 la ceramica è entrata a pieno titolo nel mondo dei grandi progetti. Significativa in questo senso la mostra ospitata in fiera, curata da Aldo Colonetti e dallo Studio Franco Origoni e Anna Steiner e dedicata all’ultima architettura di Renzo Piano, Central St. Giles, inaugurata nel maggio 2010 nel centro di Londra, vicino a Covent Garden e al British Museum.

60.000 m2, all’interno di uno “spazio complesso per geometria del tessuto medievale, senza assi che coincidono”, come dice Renzo Piano. “Da qui l’idea di partire da un poliedro, in grado di raccordarsi con la geometria esistente, così da ottenere una forma dell’edificio, alleggerita nella sua massa e frammentata dal fatto che sono tanti pezzi separati e aggiunti”. Questo è il punto di partenza di tutto il progetto, fino alla scelta dei colori e soprattutto del materiale di rivestimento: la ceramica (leggi anche su Geometri.cc Ceramica e innovazione: le piastrelle funzionalizzate).

Nella mostra ospitata al Cersaie, oltre a disegni e modelli, erano esposti due moduli di facciate, in scala 1:1. Prosegue Renzo Piano: “Quando siamo arrivati al materiale di rivestimento, abbiamo pensato che la ceramica portava con sé una grande promessa: brillantezza e colore. In questo caso, il colore non lo applichi, è la materia stessa che lo porta”. Sono state individuate sei variabili cromatiche, 3.300 elementi di facciata, circa 120.00 pezzi. La ceramica è stata utilizzata esternamente a Central St. Giles perché è un materiale che dura nel tempo, perfetto per quanto riguarda sostenibilità e riciclabilità.

Bella, durevole ed ecologica”: questa la definizione usata per definire la ceramica in quanto materiale da costruzione. Una definizione che ha trovato concreta realizzazione nelle facciate, in cui la ceramica viene utilizzata in tutte le sue potenzialità, colori e sfumature, permettendo di integrare l’edificio in modo mirabile nel tessuto urbano circostante (leggi anche Ceramiche che “respirano” e depurano l’aria. La novità Ecocarat per rivestimenti ceramici)

Da tali premesse, partiamo per un “viaggio” nelle aziende che hanno esposto in fiera lastre in ceramica per esterni.
Caesar ha presentato Feel e Lounge, in Gres porcellanato, utilizzate per la copertura delle facciate esterne della propria sede, su progetto dell’ing. Domenico Cassanelli e dell’arch. Chiara Lenzotti. Le caratteristiche tecniche di questi prodotti sono perfetti per garantirne la resistenza all’esterno.

Le piastrelle della serie Les Plages di Casalgrande Padana sono indicate per ogni tipo di pavimentazione e rivestimento, interno ed esterno, offrono ampie possibilità di utilizzo e si caratterizzano per i contenuti di ecocompatibilità. Evo 2/E è invece la piastrella di Mirage proposta per le pavimentazioni da esterno.
Graffiti di Ceramiche Refin è la collezione che reinterpreta il cemento sul gres porcellanato, adatta anche per pavimentazioni esterne.

Cinca è un’azienda portoghese che realizza piastrelle di mosaico per rivestimenti esterni.
Il mondo della ceramica è dunque sempre più vicino a quello dell’edilizia. Ne è una dimostrazione concreta Imola Tecnica, la divisione di servizio di Cooperativa Ceramica d’Imola nata per fornire ai progettisti risposte puntuali, dalla stesura del progetto all’assistenza tecnica, dalla messa in posa dei materiali, fino alle soluzioni tecnologiche per pareti ventilate. Traspirabilità, elevata protezione dall’acqua e massimo isolamento termoacustico fanno del sistema a facciata ventilata la soluzione più sicura per la protezione degli immobili e per garantire il massimo benessere abitativo nelle moderne ristrutturazioni.

Questo tipo di facciata è insomma la garanzia di ambienti più ecologici e salutari, risparmiando energia. Ai grandi vantaggi in termini di contenimento energetico e comfort abitativo si unisce la possibilità di un radicale rinnovo estetico e architettonico dell’edificio.
A questo proposito, è necessario citare la collaborazione tra Cerdisa, azienda produttrice di Gres
fine porcellanato, e Geos, che realizza strutture di ancoraggio per facciate ventilate. In fiera abbiamo incontrato Ivano Franchini, responsabile delle società consociate in Ricchetti Group (holding industriale, attiva nella produzione e commercializzazione di ceramica per pavimenti e rivestimenti esterni e interni, formata da Ceramica Ricchetti e Cisa, oltre che da Cerdisa), che ci ha illustrato le caratteristiche principali della facciata ventilata di Cerdisa e Geos.

Le due aziende propongono un nuovo concetto di facciata ventilata, che coniuga facilità, rapidità, precisione di installazione, versatilità e adattabilità a lastre di qualsiasi formato, garantendo una dispersione limitata, trasmittanza termica e sicurezza di ancoraggio con un sistema a scomparsa. Il sistema è riconosciuto dall’ufficio brevetti internazionale: la tenuta della lastra in Gres è di più di 230 kg e il gancio garantisce l’elasticità alla facciata.

L’ancoraggio a parete risponde a qualsiasi tipo di tamponamento. L’80% dell’attività non si realizza in cantiere in quanto i supporti di alluminio vengono fissati sulla lastra in stabilimento e, in cantiere, ancorata alla parete.
Un’altra caratteristica fondamentale è la fessurazione delle lastre a tenuta stagna in modo da evitare il “punto di rugiada” e la formazione di muffe, grazie alla ventilazione verticale, e la penetrazione di insetti, grazie alla sigillazione ermetica delle fughe e alla loro progettazione in stabilimento atta a evitare la complessa tracciatura in cantiere.
La modularità del sistema permette inoltre di posare formati diversi di lastre (con i sistemi tradizionali non si può).

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico