Cantiere per la nuova stazione Roma Tiburtina. Fasi di lavoro e macchine impiegate

L’Alta Velocità ferroviaria è sicuramente l’intervento infrastrutturale più importante varato in Italia negli ultimi vent’anni. Un grande progetto diffuso sul territorio che sulla mobilità e l’efficienza dei trasporti interni nazionali ha già inciso in maniera consistente, ed è destinato a esserlo sempre di più. Dalle linee ai cavalcavia autostradali, dalle gallerie alle nuove stazioni, l’Alta Velocità anno dopo anno cresce, e con lei il piano per le tante opere destinate a punteggiare il suo percorso.

In questa cornice generale si inserisce il progetto per la realizzazione della nuova stazione di Roma Tiburtina, ormai in avanzata fase di realizzazione. Un’opera rivoluzionaria nelle funzionalità ma anche nel concetto architettonico, articolato intorno a una grande galleria di cristallo da 300 metri di lunghezza, sospesa a nove metri di altezza dai binari e destinata ad ospitare al suo interno otto volumi galleggianti con servizi per i viaggiatori e i cittadini. L’ardito progetto, firmato dall’architetto Paolo Desideri, unirà i due quartieri Pietralata e Nomentano, tradizionalmente separati dalla ferrovia, attraverso una piastra – a partire dall’impalcato “ponte” già esistente, su cui scorrerà ad opera finita la struttura in acciaio e vetro della galleria. Un intervento di elevata complessità esecutiva, questo, nella cui realizzazione un ruolo di primo piano è stato affidato al team di piattaforme aeree noleggiato per l’occasione da Nacanco, cui sono state affidate le operazioni di montaggio delle strutture in acciaio, nonché dei rivestimenti in vetro e lamiera metallica e di tutte le dotazioni impiantistiche.

La realizzazione dell’opera, affidata alla Coopsette, impresa generale di costruzioni tra le più importanti d’Italia operante in veste di general contractor, e a una serie di aziende subappaltatrici per l’esecuzione delle opere speciali – tra cui Cimolai e Cometal, cui è stata affidata la realizzazione e il montaggio delle strutture metalliche, e Teleya, divisione di Coopsette, per la realizzazione delle facciate vetrate – consentirà di creare uno strategico nodo di scambio della rete di mobilità urbana e metropolitana romana, punto di incontro di 400 chilometri di ferrovie interconnesse con tre linee di metropolitana urbana e con il trasporto pubblico di superficie.

L’intervento, del valore complessivo di 155 milioni di euro, ha previsto sin dalla fase di avvio l’esecuzione di una serie di opere di particolare complessità, a partire dalla realizzazione delle fondazioni costituite, come ci raccontano dall’impresa Coopsette, «da una piastra continua in calcestruzzo su pali di elevato spessore. A questa lavorazione è seguita pressoché immediatamente l’esecuzione dei sottopassi di servizio, eseguiti sia con scavo a cielo aperto che con tecnica spingi tubo, terminati i quali è stata avviata la costruzione delle strutture in elevazione». Queste ultime sottolineano dall’impresa, «hanno comportato l’esecuzione di importanti strutture in calcestruzzo, fra cui gli ampliamenti della piastra – ponte esistente poggiante sui setti in cls dei nuovi atri di ingresso, e in acciaio, in particolare la maglia di travi della copertura cui verranno sospesi gli otto volumi della galleria».

Di particolare importanza, nel quadro dei lavori, è risultata la fase di assemblaggio delle strutture metalliche, per la quale le imprese – sia il general contractor che le affidatarie delle lavorazioni specialistiche – hanno fatto ricorso a un ampio parco di piattaforme aeree fornite da Nacanco. Dal punto di vista della composizione, la squadra di mezzi utilizzata ha visto impegnate diverse tipologie di piattaforme aeree, sia articolate e telescopiche che a pantografo diesel. «Le piattaforme di lavoro aereo così come gli altri mezzi per il lavoro in quota e di sollevamento sono indispensabili in cantieri come questo – sottolineano da Coopsette -. Come impresa disponiamo di mezzi di proprietà, comunque non sufficienti a coprire tutte le esigenze di un cantiere grande e complesso come questo. A tale proposito, in Nacanco, sia noi che altre imprese coinvolte nelle lavorazioni, troviamo costantemente un partner affidabile, in grado di soddisfare le nostre esigenze di mezzi a noleggio in termini di quantità, disponibilità, qualità ed efficienza».

Davvero numerose le macchine noleggiate da Nacanco per il cantiere della stazione Tiburtina. Volendo soffermarci su una delle più importanti, sicuramente la macchina di punta in questa fase dei lavori è la piattaforma articolata in grado di raggiungere un’altezza operativa di ben 41 metri che, grazie anche alla generosa portata e sbraccio, ha trovato impiego nelle operazioni più impegnative come il montaggio delle strutture metalliche e dei rivestimenti di facciata e galleria. A questa si è accompagnata una squadra di piattaforme aeree a pantografo, cui è stato invece demandata l’installazione delle opere impiantistiche, assistite in questa fase da modelli di grande altezza operativa per raggiungere i punti più elevati delle strutture. Una serie di sollevatori telescopici hanno invece interpretato, in maniera altrettanto brillante, il ruolo di macchine di servizio per piccoli sollevamenti e trasporto di materiali all’interno del cantiere.

La corretta selezione delle tipologie di attrezzature destinate a comporre il parco mezzi al servizio del cantiere, le loro eccellenti performance e l’impeccabile livello di servizio garantito da Nacanco lungo l’intero arco dei lavori hanno consentito alle imprese affidatarie una gestione puntuale ed efficace di ogni singola fase di cantiere, la cui consegna – dicembre 2011 – avverrà infatti nei tempi previsti in fase di aggiudicazione.

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