Architetture in laterizio, i premiati del Brick Awards 2010 Wienerberger

Wienerberger AG, il più grande produttore di laterizi a livello mondiale ed il maggior produttore di tegole in Europa, ha presentato recentemente l’annuale avvenimento dei Brick Awards, con Premi per un ammontare totale di 21.000 €. 

Quest’anno sono stati vagliati dalla Giuria 260 progetti, provenienti da 32 Paesi. La Giuria, composta da esperti internazionali, quali Andrea Deplazes (Svizzera), Maurizio Masi (Italia), Radu Mihailescu (Romania), Vladimir Plotkin (Russia) and Thomas Rau (Olanda), ha dovuto scegliere i vincitori tra il folto numero di partecipanti. Sono stati premiati quei progetti che hanno dimostrato un’attenzione particolare sia alla reinterpretazione innovativa del laterizio, che alla funzionalità e alla compatibilità ambientale.

I Wienerberger Brick Award 2010 sono stati presentati la sera dell’8 aprile presso il Museo Liechtenstein di Vienna. Più di 300 ospiti internazionali, assieme al Consiglio di amministrazione di Wienerberger AG, hanno partecipato all’evento.
Oltre a celebrare gli architetti e consegnare i premi, è stato anche  presentato, come già avvenuto negli anni precedenti, il volume Brick 2010.
Nel libro sono pubblicati i progetti vincitori, insieme ad altre 35 eccezionali progetti in muratura provenienti da tutto il mondo. Realizzazioni residenziali e non residenziali in cui vengono ampiamente utilizzati laterizi faccia a vista, blocchi da muro, tegole e pavimentazioni in cotto, per offrire un’eccellente dimostrazione di come una buona architettura in mattoni possa abbinare funzionalità e struttura, economia ed ecologia, benessere abitativo e valore artistico.
Il libro di 240 pagine contiene anche molti articoli redazionali sulla sostenibilità e  sull’architettura in mattoni in Estremo Oriente. Questo volume (Callwey Publishers) sarà disponibile in libreria da aprile 2010 e anche on-line su www.brick10.com.

Brick Award 2010 – Vincitori
Nuovo palazzo del Parlamento del Principato del Liechtenstein – Architetto: Hansjörg Göritz Architecture Studio
Il nuovo palazzo del Parlamento a Vaduz riflette lo sviluppo delle diverse fasi della sua storia. Dopo che il Progetto dal primo Concorso venne rifiutato, l’idea dell’Architetto Hansjörg Göritz vinse una seconda Competizione tenutasi nel 2000.
La costruzione definitiva è stata inaugurata ufficialmente nel 2008. I due nuovi edifici per il Parlamento — la “casa alta” e la “casa lunga” — sono stati collocate ai piedi della collina del Castello, sotto la residenza del Regnante e a lato della sede del Governo del Principato. Göritz reinterpreta lo schema dell’edificio originale e crea due edifici che, con le loro forme semplici e quasi Sacrali, ridefiniscono l’architettura urbana di Vaduz.
Notevole la materialità e la coerenza di queste due strutture, realizzate con l’esclusivo impiego di mattoni color ocra. 680.000 pezzi prodotti su misura ricoprono pareti e soffitti dai sotterranei fino alla sala conferenze. La calda luce riflessa dalla superficie di questi mattoni crea un’atmosfera speciale sia all’interno che all’esterno dell’edificio.
 
Centro di Documentazione per i Diritti Umani a Nuova Delhi – Architetti: Anagram Architects
Design e la creatività applicata hanno trasformato il nuovo edificio sede del Centro di Documentazione per i diritti umani dell’Asia del Sud Documentazioni (SAHRDC) a Delhi in una struttura originalmente poetico.
Su uno spazio di appena 50 mq e con un budget limitato, il duo architettonico di Valbhav Dimri e Madhav Raman, ha creato un efficiente ed economicamente efficiente spazio per uffici. Nell’elaborazione dell’idea, importanza fondamentale è stata posta nel riparare le aree di lavoro dal rumore e dalle distrazioni visive della strada e dall’irradiazione solare diretta. Ciò è stato ottenuto applicando sulla parete esterna di quella che altrimenti sarebbe stata una facciata estremamente minimalista, un elaborato muro di mattoni accanto alla parete più lunga dell’edificio. Ispirandosi alle costruzioni tradizionale, è stato configurato un modulo di mattoni che si ripete, uguale a sé stesso, creando una forma complessa. Il modulo è stato creato sullo stile di un jalis (brise soleil) splendidamente scolpito, assecondando una lunga tradizione presente nell’architettura indiana. Mattoni faccia a vista, misura 230 x 115 x 75 mm (il formato standard di mattoni in India), sono stati utilizzati per raggiungere questo obiettivo. L’erezione dell’elaborato muro frontale è il risultato di cinque settimane di processo di apprendimento e ri-apprendimento, accompagnato da esperimenti in situ.
La forma ondulata del muro è un buon esempio di come effetti architettonici particolarmente elaborati possono essere raggiunti quando la forma semplice del mattone apre la strada, grazie alle sue caratteristiche uniche, all’elaborazione formale di modelli complessi di  strutture e aperture.

Casa Morjan-Poeten, Germania – Architetto: Nikolaus Bienefeld
L’arcaica semplicità della loggia nascosta realizzata da Nikolaus Bienefeld è incantevole. Grazie all’impiego di metodi costruttivi attenti all’impatto ambientale, la discreta ed efficiente organizzazione degli spazi rende questa costruzione di 62 mq. un piccolo capolavoro. L’architetto in persona si è preso cura di tutti i minimi dettagli. La cortina in mattoni crea una sensazione di robustezza, allo stesso tempo tradizionale ma curata, che testimonia l’ingegnosità con la quale è stata ideata e realizzata. Il risultato è stato ottenuto utilizzando un mattone di basso costo – fatto questo che ha richiesto un più alto livello di impegno ed esperienza da parte dell’impresa dei posatori. Architravi delle finestre e porte, ed i frontoni, portano una piacevole varietà ai strati regolari di mattoni ed i dettagli rivelano una libertà affascinante di realizzazione nell’uso dei mattoni come principale materiale da costruzione.
I dettagli artistici della facciata, così come della cassetta della posta e del campanello mostrano quanta attenzione e cura possa essere messa nella realizzazione finale di una abitazione.

Edificio Pubblico, Repubblica del Mali – Architetto: Emilio Caravatti
Per l’architetto Emilio Caravatti, l’architettura è sempre stata molto di piu’ che semplice progettazione e per questo motivo ha cominciato a costruire con le manovalanze della Repubblica del Mali, una delle regioni piu’ povere del mondo.
La sua primaria attenzione è stata “l’architettura dell’ essenziale”. Il progetto vincitore dell’award è stato iniziato nel 2005 come un “work in progress” con il risultato di due scuole, un centro medico e gli alloggi per gli insegnanti – tutti in una piccola regione della savana a Beledougou, nell’Ovest del Mali.
L’idea è quella di completare le realizzazioni addizionali  tramite la collaborazione di esperti nella cooperazione con la locale comunità ed attraverso l’organizzazione sociale esistente in ciascun villaggio. I progetti prevedono l’uso di materiali del posto e tecniche costruttive locali. Avendo imparato da questa esperienza presso questi siti costruttivi, le manovalanze locali hanno applicato quanto imparato in altri villaggi al di fuori della propria regione trasmettendo le proprie conoscenze ad altri apprendisti. 

Museo dell’ Architettura per la Fondazione dell’ Isola di Hombroich, Germania – Architetti: Álvaro Siza, Rudolf Finsterwalder
A partire dal 1983, il benefattore nonchè collezionista d’arte Karl-Heinrich Müller ha iniziato la realizzazione di edifici per esposizione, uno dopo l’altro, in un parco naturale nell’isola di Hombroich vicino Neuss, Germania. Qualche tempo fa, l’artista portoghese Álvaro Siza in collaborazione con l’architetto della chiesa di S. Stefano, Rudolf Finsterwalder, ha progettato un nuovo Museo dell’Architettura nella stessa zona. Questo edificio tranquillo e senza pretese è quasi interamente in mattoni. Quando, al caldo dell’alba, i muri in mattoni sfavillano di un rosso pieno e le finestre e le porte in legno si illuminano di un dolce giallo, l’edificio, con tutto il verde circostante, sembra fuso come in un quadro impressionista. Il rispetto per l’ambiente naturale circostante che l’architetto ha applicato attraverso questa costruzione – e questi materiali – appare evidente. I mattoni sono stati riciclati, a seguito della demolizione di un altro edificio ed erano comunque logorati e scheggiati. A malapena qualcuno di questi mattoni hanno conservato i rettilinei spigoli originali e circa il due percento ancora mostrano il colore bianco di una pittura o al piu’ un ricordo di esso. Il risultato finale è un ardente e fantasioso muro che vive.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico