Acciaio, ritorna la staffa di classe A: di nuovo utilizzabile il trafilato a freddo B450A

Il mercato recupera la disponibilità di un tipo di acciaio che per due anni era stato estromesso per motivi burocratici. I tecnici possono finalmente tornare a progettare usando l’acciaio trafilato a freddo B450A, un materiale di qualità che consente la realizzazione di armature sagomate”. A parlare è Angelo Gruttadauria, presidente di Asso.tra.fil.reti, associazione che riunisce le aziende leader nel settore della trafilatura di acciaio a freddo e produzione di reti e tralicci elettrosaldati, da sempre partner di chi progetta e realizza strutture in cemento armato.

 

I vantaggi dell’uso delle staffe di acciaio B450A sono enormi: realizzazione dell’opera secondo la buona regola dell’arte, contenimento dei costi  e riduzione dei tempi sia di realizzazione che di posa in opera” spiega Gruttadauria. Si tratta dei tre presupposti fondamentali per l’economia generale dell’intervento: sicurezza, risparmio e certezza dei tempi. Elementi che vengono nuovamente garantiti grazie alle verifiche che hanno dimostrato con assoluta certezza la validità e la sicurezza del prodotto.

 

Le caratteristiche tecniche. Gli studi eseguiti da alcuni tra i più rinomati atenei italiani hanno provato l’idoneità dell’acciaio B450 A per strutture progettate in CD”B” (Classe  di  Duttilità B). In CD”B” sono progettate oltre che tutta l’edilizia civile e industriale strutture importanti come scuole, ponti, ospedali, infrastrutture e centri della protezione civile.

 

Il materiale si rivela particolarmente adatto nelle armature trasversali, anche nelle zone critiche delle travi e dei pilastri delle strutture in cemento armato, poiché offre una calibratura perfetta della sezione e una estrema facilità di applicazione. In altre parole , l’acciaio B450A  è un prodotto dotato di buona duttilità ed è realizzato  con tolleranze dimensionali estremamente precise, consentendo quindi di evitare sprechi.

 

Il prodotto trova ideale impiego nei sempre più sofisticati impianti di presagomatura in quanto garantisce una maggiore omogeneità delle caratteristiche meccaniche, che permette una maggiore lavorabilità rispetto ai normali acciai laminati a caldo. Inoltre è accertata una notevole riduzione dell’usura dei componenti di raddrizzatura e sagomatura con conseguente economia di gestione degli impianti di produzione.

 

Pronti a ripartire
La legge che reintroduce l’uso dell’acciaio B450A è entrata in vigore il 19 dicembre 2011. “Da allora le imprese che aderiscono all’associazione si sono rimesse all’opera per recuperare il tempo e il fatturato perduto – aggiunge Gruttadauria -. Ma soprattutto per offrire agli operatori del settore quelle staffe che permettono di ottenere armature trasversali sagomate che garantiscono precisione di geometria e di planarità con conseguente rispetto dei copriferri e degli allineamenti richiesti dal progetto esecutivo, oltre che le tolleranze dimensionali imposte dalla normativa per gli elementi strutturali”.

 

L’associazione si rivolge infine a progettisti e prescrittori, affinché tornino a inserire nei capitolati questo materiale. “Le aziende sono tornate a produrre. Ora tocca alle committenze, pubbliche e private, fare la loro parte nell’interesse della collettività” conclude.

 

La svista
A luglio del 2009 entrava in vigore il d.m. 14 gennaio 2008 che limitava l’uso di questo prodotto apprezzato dagli operatori e che per molte aziende del comparto valeva percentuali elevate di fatturato (fino all’80% del totale). A due anni di distanza sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 19 novembre 2011 è stato pubblicato il Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 15 novembre 2011 che modifica il punto 7.4.2.2, reintroducendo l’uso dell’acciaio B450A. “L’emanazione di un decreto interministeriale correttivo in un arco di tempo così breve dimostra la grave svista contenuta nel d.m. 14 gennaio 2008, soprattutto se si considera che tutte le altre modifiche in corso di definizione seguono una procedura separata che riguarda la revisione complessiva dell’intero testo delle Norme Tecniche” precisa Gruttadauria.

 

Il processo di revisione. Successivamente all’entrata in vigore del d.m. 14 gennaio 2008, sulla base di una segnalazione inviata da Asso.tra.fil.reti alla Commissione di valutazione e di monitoraggio nonché alla presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, è stato costituito un gruppo di lavoro composto da professori universitari con lo scopo di approfondire lo studio delle caratteristiche meccaniche del prodotto B450A.

 

Il qualificato team che ha lavorato al processo di revisione , oltre ad analizzare la documentazione scientifica fornita dall’associazione, ha fatto eseguire presso l’Università di Pisa e presso il Politecnico di Torino una serie di severe prove di laboratorio che hanno dimostrato come l’acciaio di classe B450A, anche dopo essere stato sottoposto a piegamento come avviene per le staffe, conserva ottime caratteristiche che lo rendono idoneo all’impiego per le  armature trasversali anche nelle zone critiche delle travi e dei pilastri delle strutture in calcestruzzo armato.

 

I risultati positivi emersi dalle analisi del gruppo di lavoro sono stati quindi esaminati dal Ministero delle Infrastrutture, dal Ministero degli Interni, dalla Protezione civile e dalla Conferenza unificata Stato Regioni sulla base di una risoluzione della Camera dei Deputati.

 

Ne è conseguito il decreto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 15 novembre 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 19 novembre 2011, che ha riabilitato un materiale che era stato estromesso dal mercato per una semplice svista burocratica. In particolare, la nuova legge prevede che l’acciaio B450A, nei diametri da 5 a 10 mm possa essere utilizzato:
– per reti e tralicci;
– per staffe di qualsiasi elemento strutturale, in strutture di classe di duttilità bassa;
– per armatura trasversale di elementi in cui è impedita la plasticizzazione mediante il rispetto della gerarchia delle resistenze;
– per armatura trasversale di elementi secondari di cui al punto 7.2.3 del d.m. 2008;
– per armatura trasversale in elementi di strutture poco dissipative, con fattore di struttura non maggiore di 1,5.

 

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