A ottobre cantieri chiusi nel bolognese

Ancora alta la febbre della crisi per le imprese del bolognese. A dirlo sono i risultati della seconda rilevazione del “Termometro della crisi” effettuata da Cna Bologna. In particolare si è concentrata l’attenzione sul settore dell’edilizia e i risultati emersi non sono confortanti.

Le aziende del settore, organizzate in un Focus Group, hanno lanciato l’allarme: se la situazione non cambia e non si darà finalmente il via libera al “Piano Casa” (dato sempre per imminente e adesso congelato) si rischia il blocco dei cantieri già dopo l’estate. Destano preoccupazione il clima di sfiducia, la conseguente mancanza di ordini e le insolvenze.

Edilizia SOS
La rilevazione di Cna Bologna, che conta oltre 4.000 imprese associate, si è concentrata sul settore edile (costruzioni e impianti).
Il rischio del blocco dei cantieri a partire da ottobre è ipotizzabile, secondo lo studio Cna, dal fatto che per quella data si concluderanno i cantieri aperti e allo stato attuale non c’è nulla di nuovo in pentola.
Il problema non è solo della mancanza di nuovi cantieri, perché le imprese esitano ad aprirne di nuovi, anche dove hanno terreni e licenze. Due le cause alla base di questo comportamento: il sempre più difficile accesso al credito e l’elevata quantità di invenduto dovuto alla “paralisi” del mercato immobiliare.
Resiste ancora il mercato delle ristrutturazioni anche grazie agli incentivi del 36% sulle ristrutturazioni e del 55% sull’energia.
Rimane però un problema che spesso non viene sottolineato. I costi di acquisto dei materiali (pannelli solari, impianti e caldaie di nuova generazione, ecc.) sono molto elevati e vanno pagati in anticipo mentre l’incasso è sempre ritardato.

Le proposte Cna Bologna
A margine dell’illustrazione dei risultati della seconda rilevazione del “Termometro della crisi”, l’associazione ha avanzato alcune proposte:
– va tempestivamente approvato e messo in funzione il “Piano casa”, con tutti gli incentivi per la sostenibilità ambientale, uno strumento che può muovere il mercato delle manutenzioni e ristrutturazioni
– vanno accelerate tutte le opere pubbliche cantierabili sia di grandi che di piccoli dimensioni
– vanno assolutamente allentati i vincoli di bilancio previsti dal patto di stabilità
– vanno realizzati con urgenza progetti per la manutenzione del patrimonio pubblico e privato
– per quanto riguarda gli appalti, vanno evitate le norme di assegnazione che danno troppa rilevanza al massimo ribasso, a scapito della qualità
– va utilizzata la facoltà del ricorso alla procedura negoziata (ex trattativa privata senza bando) per gli appalti pubblici di importo fino a 500.000 euro, valorizzando il rapporto con le imprese del territorio, salvaguardando ovviamente la trasparenza e la concorrenzialità fra le cinque imprese invitate a partecipare.

Cna si sta adoperando all’interno della Cassa Edile bolognese affinché questo organismo metta a disposizione un fondo che garantisca alle imprese edili, attraverso il consorzio fidi, la possibilità di ottenere prestiti sul credito d’esercizio: in sostanza per pagare stipendi e imposte, superando così momenti di difficoltà, restando sul mercato.

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