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Rapporto Aifos 2009 la formazione per la sicurezza sul lavoro. Il parere dei lavoratori
Presentato il primo dicembre scorso alla Camera dei Deputati il Primo rapporto Aifos (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro sulla Salute e Sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro). Dopo anni di assenza di indagini in questo campo il rapporto ha la particolarità di aver coinvolto mille tra lavoratori e Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza, protagonisti assoluti dell’attività produttiva ma allo stesso tempo possibili vittime dei problemi sulla salute e sicurezza in ambito lavorativo.
Da tempo i sondaggi e le grandi ricerche hanno messo in sordina il sistema dell’inchiesta che invece è alla base di questo Rapporto. L’inchiesta non è stata la semplice somministrazione-ricevimento di un questionario con poche, semplici e sintetiche domande: i formatori dell’Aifos hanno individuato uno per uno i lavoratori cui hanno consegnato il questionario, li hanno assistiti nella compilazione e ne hanno ricevuto la copia direttamente dalle mani degli stessi lavoratori.
Un dato rilevante che emerge è che circa il 40 % dei lavoratori non ha svolto corsi nell’ultimo biennio. Un dato non del tutto positivo se si considera che con il d.lgs. 81/2008 ed il recente correttivo del 3 agosto 2009, n. 106 per ridurre gli infortuni sul lavoro prevedono l’obbligatorietà della formazione per accrescere la consapevolezza e la conoscenza dei rischi esistenti in azienda.
Dal rapporto è emerso che i lavoratori credono nella formazione e rivendicano una formazione seria a tutela della propria sicurezza. Ma non solo, richiedono una formazione più concreta e aderente alle proprie mansioni. Positivo il giudizio verso la formazione svolta nell’ambito aziendale e che tenga conto delle esperienze di lavoro svolte. Ma risulta anche che al 50 per cento dei lavoratori non è stato mai chiesto un parere in merito alla sicurezza sul lavoro. Scarsa la prima informazione legata alle emergenze.
“Lo scopo di questo rapporto – spiega Michele Lepore – Presidente del Comitato Scientifico di Aifos – consiste nell’aver messo a disposizione una serie di dati e di considerazioni derivanti dalla percezione diretta dei lavoratori sui temi della propria salute e sicurezza sul lavoro. A ciascun livello e per i propri compiti e responsabilità rappresenta un contributo da non sottovalutare anche perché il fine ultimo delle leggi e delle norme è quello di diminuire il numero degli infortuni, degli incidenti e delle morti sul lavoro”.
Gli fa eco il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi. In una prefazione al rapporto sottolinea l’importanza della formazione come pilastro fondante per il superamento di un approccio burocratico e sottolinea come sia interesse dei lavoratori considerare la formazione uno strumento della propria salute. L’informazione non deve tradursi nella consegna di opuscoli informativi generici, nella visione del testo di legge o nel rispetto formale delle previsioni normative che non sono certo sufficienti nella lotta agli infortuni sul lavoro. Diffondere la cultura della sicurezza è il presupposto per rafforzare l’abitudine alla prevenzione.
Da tempo i sondaggi e le grandi ricerche hanno messo in sordina il sistema dell’inchiesta che invece è alla base di questo Rapporto. L’inchiesta non è stata la semplice somministrazione-ricevimento di un questionario con poche, semplici e sintetiche domande: i formatori dell’Aifos hanno individuato uno per uno i lavoratori cui hanno consegnato il questionario, li hanno assistiti nella compilazione e ne hanno ricevuto la copia direttamente dalle mani degli stessi lavoratori.
Un dato rilevante che emerge è che circa il 40 % dei lavoratori non ha svolto corsi nell’ultimo biennio. Un dato non del tutto positivo se si considera che con il d.lgs. 81/2008 ed il recente correttivo del 3 agosto 2009, n. 106 per ridurre gli infortuni sul lavoro prevedono l’obbligatorietà della formazione per accrescere la consapevolezza e la conoscenza dei rischi esistenti in azienda.
Dal rapporto è emerso che i lavoratori credono nella formazione e rivendicano una formazione seria a tutela della propria sicurezza. Ma non solo, richiedono una formazione più concreta e aderente alle proprie mansioni. Positivo il giudizio verso la formazione svolta nell’ambito aziendale e che tenga conto delle esperienze di lavoro svolte. Ma risulta anche che al 50 per cento dei lavoratori non è stato mai chiesto un parere in merito alla sicurezza sul lavoro. Scarsa la prima informazione legata alle emergenze.
“Lo scopo di questo rapporto – spiega Michele Lepore – Presidente del Comitato Scientifico di Aifos – consiste nell’aver messo a disposizione una serie di dati e di considerazioni derivanti dalla percezione diretta dei lavoratori sui temi della propria salute e sicurezza sul lavoro. A ciascun livello e per i propri compiti e responsabilità rappresenta un contributo da non sottovalutare anche perché il fine ultimo delle leggi e delle norme è quello di diminuire il numero degli infortuni, degli incidenti e delle morti sul lavoro”.
Gli fa eco il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi. In una prefazione al rapporto sottolinea l’importanza della formazione come pilastro fondante per il superamento di un approccio burocratico e sottolinea come sia interesse dei lavoratori considerare la formazione uno strumento della propria salute. L’informazione non deve tradursi nella consegna di opuscoli informativi generici, nella visione del testo di legge o nel rispetto formale delle previsioni normative che non sono certo sufficienti nella lotta agli infortuni sul lavoro. Diffondere la cultura della sicurezza è il presupposto per rafforzare l’abitudine alla prevenzione.
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