Risanamento umidità, riqualificazione energetica e ripristino strutturale di edificio residenziale
L’antico edificio presentava una forte umidità ascendente e salnitrazione, cause di un evidente deterioramento strutturale. Essendo l’edificio stesso di pregio, andava assolutamente recuperato senza alcun intervento di demolizione. La struttura, realizzata con laterizi a bassa valenza termica e spessore limitato (25 cm), non presentava coefficienti di isolamento adeguati agli standard previsti dalle normative vigenti (d.P.R. 59/2009).
Descrizione intervento
L’intervento ha interessato la totalità delle pareti perimetrali dell’edificio residenziale. La muratura, composta da laterizio forato tradizionale da 25 cm, intonacato su ambo i lati con intonaco tradizionale, mostrava umidità di risalita capillare su tutto il perimetro, con evidenti fenomeni di salnitrazione e conseguente distacco dell’intonaco dal supporto sottostante. Oltre la risoluzione del problema dell’umidità, la committenza richiedeva un intervento di riqualificazione strutturale, resosi assolutamente necessario a causa delle pessime condizioni del supporto. Infine, preso atto della possibilità di accedere agli sgravi fiscali del 55% previsti da d.P.R. 59/2009, la committenza ha richiesto che l’intervento sopra descritto avesse anche un’importante valenza termica così da rendere possibile la riqualificazione energetica dell’edifico e quindi il raggiungimento dei parametri richiesti dalla normativa.
La soluzione tecnica
Un tale intervento di riqualificazione energetica non può mai prescindere da un’idonea opera di risanamento. Per questo si è subito esclusa un’applicazione con pannelli in fibre minerali o naturali, in quanto soggetti all’assorbimento di umidità anche se altamente traspiranti. Allo stesso modo sono stati scartati i pannelli a base di polistireni o poliuretani che pur non subendo degenerazioni a contatto con l’umidità e non avendo elevati coefficienti di assorbimento, non presentano comunque sufficienti livelli di traspirabilità e quindi non avrebbero assolto adeguatamente alla funzione di deumidificazione, in questo caso fondamentale. Alla luce di queste premesse, l'unico sistema con caratteristiche adeguate alla soluzione richiesta era il sistema termo-deumidificante DiaSen, che prevede un rinzaffo e una barriera anti-salina che blocca i sali all’interno del muro lasciando fuoriuscire l’umidità, assorbita poi dall’intonaco di sughero Diathonite che, avendo come coefficiente di permeabilità al vapore acqueo della calce idraulica naturale μ = 5 e un’ottima conducibilità termica (Lambda =0,045 WmK, simile a quella di un pannello) riesce a smaltire circa 1,0 litro d'acqua al m² ogni ora, deumidificando così la parete e garantendo ottimi parametri di isolamento termico.
Dai calcoli termici realizzati sulla stratigrafia della parete in oggetto è emerso che lo spessore di intonaco necessario al raggiungimento dei valori previsti dalla normativa avrebbe dovuto essere pari a 10 cm. Per garantire quindi la perfetta tenuta dell’intonaco sul sottofondo pre-esistente già intonacato e per conferire maggiore stabilità e resistenza alla struttura, si è deciso di ricorrere a un’ulteriore precauzione, ovvero alla rete di rinforzo strutturale Polites FRP fissata direttamente in profondità nella muratura e annegata successivamente nei 10 cm di intonaco, creando una vera e propria incamiciatura dell’edificio.
Con l’utilizzo del termo-intonaco Diathonite Evolution si è riusciti dunque a risolvere con un unico intervento i problemi dell’umidità di risalita, del consolidamento strutturale e della riqualificazione energetica, offrendo inoltre alla committenza la possibilità di sfruttare a pieno gli sgravi fiscali del 55% previsti dalla finanziaria.
La posa in opera
Prima Fase
Pulizia del supporto e rimozione delle parti di sottofondo instabile e ammalorato che altrimenti potrebbero compromettere la buona adesione dell’intonaco Diathonite Evolution.
Seconda Fase
Realizzazione di barriera anti-salina WatStop, applicato a pennello in due strati e in ragione di 2,0 Kg/m2. La barriera deve essere realizzata lungo tutto il perimetro dell’edificio e deve superare il livello massimo dell’umidità di almeno 60 cm, in questo caso quindi è stata realizzata una barriera di altezza pari a 1,50 m.
Terza Fase
Posizionamento dei fissaggi della rete di rinforzo strutturale Polites FRP.
Quarta Fase
Applicazione dell’intonaco Diathonite Evolution mediante tradizionale pompa a polmone per premiscelati. Dopo aver realizzato un primo strato di rinzaffo dello spessore di 1,5 / 2,0 cm, si è proceduto alla realizzazione degli strati successivi applicando circa 2,0 / 2,5 cm per mano fino al raggiungimento dei 6 cm di spessore. Sui 6 cm di spessore è stata poi annegata e fissata agli appositi tasselli la rete Polites FRP, successivamente coperta dall’intonaco Diathonite Evolution fino al raggiungimento dello spessore finale di 10 cm.
Quinta Fase
Ultimata l’applicazione dell’intonaco e trascorso il tempo opportuno di maturazione dello stesso, l’intervento è stato completato con l’applicazione del rasante di lisciatura macroporoso Argacem HP.
Informazioni
Anno di esecuzione: 2009
Tempistica di realizzazione: 15 gg. (inclusa la tempistica di maturazione)
N. posatori: n. 1 squadra
Superficie: 300 m2
Spessore intonaco: 10-12 cm
Questo articolo è stato inserito il 01/04/2010 nella categoria Cantieri e materiali - Strutture, letto 1492 volte
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